|
Nestlé: latte contaminato. Sequestrati 30 milioni di litri
di
red
Agenti del Corpo forestale dello stato hanno sequestrato in tutta Italia circa 30 milioni di litri di latte per bambini della Nestlé: praticamente tutto il quantitativo disponibile con scadenza settembre 2006. I nomi commerciali delle confezioni di latte sequestrate
sono: Mio; Mio Cereali; Nidina 2 e Nidina 1. L’ordinanza di sequestro è stata firmata dal procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, Franco Ponticelli, dopo che le analisi dell’agenzia per l’ambiente delle Marche aveva individuato tracce di una sostanza tossica presente sulle confezioni del latte stesso. Un primo sequestro di una partita di due milioni di litri di latte era già stato eseguito il 9 novembre scorso.
La vicenda ha preso avvio nei giorni scorsi nelle Marche, dove erano state rinvenute alcune confezioni in TetraPak il cui contenuto era alterato dalla presenza di IsopropilThioXantone (ITX), una sostanza utilizzata «come fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi», come si può leggere in un comunicato diffuso ieri dalla stessa Nestlé. Secondo una fonte della Forestale, la scoperta dell'ITX in una confezione di latte Mio si deve a un agente dello stesso Corpo, di servizio nelle Marche, che aveva fatto sottoporre ad analisi precauzionale in un laboratorio scientifico il latte che somministrava alla figlia.
Una nota della società informa che la sostanza che ha alterato il latte non è tossica: «In base alle stesse dichiarazioni del fornitore delle confezioni e ad un'analisi rigorosa effettuata sui dati disponibili, ottenuti anche da enti indipendenti, non si ritiene che la presenza di ITX rilevata nei prodotti analizzati costituisca un rischio per la salute», La funzionaria del Corpo Forestale ha detto che le analisi sui campioni sono in corso e che il ministero della Salute non ha ancora fornito indicazioni sull'eventuale tossicità della sostanza. In una nota della Direzione generale della sanità veterinaria e degli alimenti del ministero della Salute, pubblicata su Internet e relativa alla sorveglianza sulle sostanze contaminanti nel trimestre luglio-settembre di quest'anno, era già stata segnalata una notifica da parte della Regione Marche per la presenza di ITX in un latte di proseguimento per bimbi prodotto in Spagna, di cui non era indicata però la marca.
(22 novembre 2005)

Mercato, imprese, prodotti ( 22 Nov 2005 )
SEQUESTRATI 30 MILIONI DI LITRI DI LATTE NESTLÈ CONTAMINATO
Disposto il ritiro delle confezioni di 4 prodotti per l'infanzia contaminati dall'isopropylthioxanthone usato per la stampa dei contenitori. Duri commenti dal mondo politico e ambientalista. Il comunicato dell'azienda: "Una tempesta in un bicchier d'acqua"
La procura della Repubblica di Ascoli ha disposto oggi il ritiro dal mercato delle confezioni da mezzo litro dei latti per l'infanzia "Latte Mio", "Latte Mio cereali", "Nidina 1" e "Nidina 2", tutti prodotti dalla multinazionale svizzera Nestlè.
Dai controlli effettuati, i latti risultano contaminati dalla presenza di un composto chimico pericoloso (isopropylthioxanthone) utilizzato per la stampa dei contenitori in tetrabrik.
Su questo tema il Gruppo parlamentare dei Verdi al Senato ha dichiarato:
Le autorità sanitarie e di controllo devono disporre l’immediato ritiro dal commercio, su tutto il territorio nazionale, dei vari tipi di latte per l’infanzia prodotti dalla soc. Nestlè risultati contaminati da un composto chimico utilizzato per la stampa dei contenitori.
E’intollerabile che siano sottoposti a rischio per la salute soggetti particolarmente vulnerabili e che non si attivi immediatamente a livello nazionale un sistema di pronto intervento in caso di allarmi alimentari di questa gravità”.
Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Commissione Agricoltura ed Alimentazione del Senato, ha presentato oggi una interrogazione urgente al Ministro della Salute in merito all’operazione di sequestro ordinata dalla Procura di Ascoli di vari tipi di latte per l’infanzia nei quali è stata riscontrata la presenza di isopropylthioxanthone.
“E’ paradossale – prosegue la senatrice – che le famiglie italiane siano costrette ad acquistare a prezzi stellari, anche 10-12 volte superiori al costo del latte pagato alla stalla, prodotti presentati come particolarmente affidabili che poi si rivelano inquinati e pericolosi per i piccoli consumatori. Ed è altrettanto paradossale che i controlli su questo genere di produzioni siano nelle mani dell’intraprendenza di qualche Procura della Repubblica in assenza di un monitoraggio sistematico e coordinato dei servizi nazionali di controllo”.
----
NESTLÈ, ALEMANNO: "L'INDAGINE ITALIANA DEL CORPO FORESTALE DEVE ALLARGARSI AL RESTO
D'EUROPA"
"È incredibile che soggetti particolarmente indifesi, come i bambini, siano sottoposti a rischi tanto grandi su un prodotto così diffuso come il latte. Oltre a proseguire i controlli, bisognerà ccertare subito quali danni possa causare, se usato per un tempo prolungato, il composto chimico che ha contaminato il latte e intervenire con le cure appropriate".
Il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, commenta così l'azione dei Forestali che ha portato a ritirare dal mercato vari tipi di latte per l'infanzia prodotto dalla Nestlè risultati contaminati da un composto chimico utilizzato per la stampa dei contenitori tetrapack.
"Il problema" - sottolinea il Ministro - "riguarda però anche il resto d'Europa, dove sono prodotte le confezioni a rischio e dove non sono ancora scattati i sequestri. Bisogna dunque agire in fretta anche a livello comunitario".
"In ogni caso" - conclude Alemanno - "l'imponente operazione che ha portato al sequestro di 30 milioni di litri di latte contaminato in tutta Italia dimostra anche l'alto grado di preparazione raggiunto dal Corpo forestale dello stato nella tutela della sicurezza alimentare, ed evidenzia una capillare capacità di controllo su tutto il territorio nazionale".
------
ALEMANNO: LE RESPONSABILITA’ SONO DELLE IMPRESE PRODUTTRICI, NON DELLE ISTITUZIONI
"La magistratura accerti tutte le responsabilita’ di questo gravissimo episodio"
“Come risulta dal chiarimento proveniente dal portavoce del Commissario UE alla Salute, è assolutamente evidente che le responsabilità del gravissimo episodio del latte contaminato non sono in alcun modo attribuibili al Ministero della Salute, il quale, non appena ha preso conoscenza del rischio contaminazione, ha messo in moto il sistema di allerta comunitario”.
E’ quanto dichiara il Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Gianni Alemanno, che prosegue: “In base a quest’allerta, le imprese produttrici avrebbero dovuto immediatamente operare il ritiro del prodotto, mentre ulteriori misure oltre quelle del ritiro potevano essere autorizzate esclusivamente dall’Agenzia per la Sicurezza Alimentare”.
“Se quindi – continua Alemanno - nel momento del sequestro disposto dalla Magistratura ed eseguito dal Corpo Forestale dello Stato erano ancora in commercio dei lotti contaminati che dovevano essere immediatamente ritirati, si delinea una responsabilità gravissima delle imprese produttrici che avevano garantito che avrebbero eseguito le disposizioni di ritiro impartite dall’allerta comunitaria.
Ci auguriamo pertanto che la Magistratura accerti con chiarezza tutte le responsabilità di questo atto gravemente lesivo dei diritti dei consumatori”.
Il Ministro precisa inoltre che “L’episodio conferma in ogni caso anche la necessità di costruire un Piano di Controlli sui prodotti agroalimentari che abbia valenza nazionale e comunitaria, mettendo in rete tutti i servizi che su versanti diversi, dalla sicurezza alla qualita' alimentare, dal controllo merceologico alle dogane, intervengono su questo settore''
------
SEQUESTRO LATTE NESTLE': GREENPEACE, SERVE UN REACH FORTE PER EVITARE QUESTI SCANDALI
Roma, 22 novembre 2005 - Greenpeace commenta con soddisfazione l’operazione condotta dal Corpo Forestale dello Stato di sequestro del latte Nestlè.
La multinazionale era già stata costretta nel 2000 a ritirare dal commercio il latte in polvere Alsoy per la presenza di Ogm, in seguito alle denunce e alle azioni dimostrative di Greenpeace.
“E’ scandaloso che si sia dovuti arrivare a un intervento di un corpo di polizia per bloccare un prodotto che potrebbe far male ai bambini. Greenpeace ha denunciato più volte a quanti veleni sono esposti i più piccoli, perché le aziende chimiche non si preoccupano di sostituire le sostanze pericolose con alternative più sicure. Un’opportunità è offerta ora dal regolamento europeo sulle Sostanze Chimiche (REACH) approvato al Parlamento Europeo giovedì scorso. L'industria chimica è riuscita però ad ottenere delle esenzioni che le consentiranno di continuare a produrre dei composti, senza dover fornire informazioni di base sulla loro sicurezza sanitaria. Il caso Nestlè dimostra che non bisogna cedere alle pressioni delle lobby, come sta avvenendo invece a livello europeo. Il Consiglio sulla Competitività, infatti, previsto per fine novembre e posticipato al 19 dicembre, sarà il momento per capire se in Europa prevarrà o meno la difesa della salute e dell’ambiente” afferma Vittoria Polidori, responsabile inquinamento di Greenpeace.
La sostanza utilizzata dalla Nestlè, l’IsopropilThioXantone (ITX) è un fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, nelle confezioni in TetraPak a stampa off-set.
Si presenta come una polvere giallastra, insolubile nell’acqua e i suoi possibili effetti sulla salute sono ancora ignoti.
“Sono ancora migliaia le sostanze chimiche di cui non disponiamo di dati sufficienti a tranquillizzarci sulla loro pericolosità. REACH dovrà essere un passo avanti importante in questa direzione e non invece una marcia indietro rispetto agli attuali standard” conclude Polidori.
----------
CASO NESTLÈ, SOLO UNA QUESTIONE DI LATTE?
L'associazione Fare Verde punta il dito anche contro i contenitori: torniamo al vuoto a rendere
Nella vicenda del latte Nestlè per bambini, contaminato da una sostanza chimica, tutta l'attenzione dei media si è concentrata sul latte e sull'incidente provocato dalla multinazionale nota anche per i boicottaggi a causa delle sue politiche di vendita aggressive nei paesi del terzo mondo e che, nella circostanza, ha utilizzato un contenitore conosciuto per i suoi costi ridotti per confezionare latte per bambini.
In realtà, per Fare Verde, i problemi che questo incidente pone sono l'uso della chimica nel confezionamento dei prodotti alimentari e nella produzione di rifiuti, anche alla luce dei nuovi regolamenti europei sulle sostanze chimiche.
Tetra Brik, questo il nome della confezione oggetto del ritiro, si legge sul sito della azienda produttrice Tetra
Pak, è la "confezione ideale per ridurre i costi senza sacrificare la funzionalità".
Peccato che i controlli di routine delle autorità sanitarie abbiano riscontrato tracce di un componente identificato come Isopropilthioxantone (ITX) in alcune confezioni.
Tale componente viene utilizzato come fotoiniziatore di inchiostri U.V. nella produzione di imballaggi Tetra Pak con tecnologia di stampa offset U.V.
Due le domande che questo ennesimo caso su un prodotto alimentare dovrebbe porre, al di là dei soliti comunicati rassicuranti delle aziende coinvolte: da un lato quale è il livello di sicurezza di questi contenitori che, almeno in questa particolare circostanza, hanno rilasciato sostanze verso il liquido contenuto.
E‚ solo in questo caso che si può immaginare si sia verificato?
E se si, resta comunque lo sconcerto per una situazione che ha coinvolto milioni di esemplari, peraltro destinati al consumo per l'infanzia.
Dall'altro Fare Verde, da anni, sostiene la necessità di indirizzare la produzione dei contenitori per liquidi verso il vetro o comunque verso soluzioni riutilizzabili e con cauzionamento per evitare che materiale, peraltro non costituito da sola carta, entri nel circuito dei rifiuti e nella migliore delle ipotesi della raccolta differenziata.
I vantaggi del vuoto a rendere sono molteplici.
Il contenitore non diventa rifiuto, quindi non grava sui costi di raccolta e smaltimento e non va ad alimentare inceneritori.
Fa risparmiare per intero le materie che sarebbero necessarie per la produzione di un altro contenitore
L'operazione di lavaggio e sterilizzazione delle bottiglie in vetro richiede circa 60 volte meno energia rispetto alla produzione ex novo.
Non solo, garantisce un corretto comportamento da parte del consumatore che e spinto dalla cauzione a restituire il vuoto con percentuali elevatissime (sempre superiori all'85% con ponte del 99%), praticamente irraggiungibili in qualsiasi raccolta differenziata.
Il vuoto a rendere, è bene ricordarlo, non è limitato al solo vetro: in Germania, Olanda e Scandinavia per le bibite gassate vengono utilizzate bottiglie in PET lavabili e riempibili nuovamente; sempre in Scandinavia, ma anche in Alto Adige il vuoto a rendere e' usato su bottiglie in policarbonato per il latte.
Una provocazione: perché la Nestlè (e le altre case produttrici, almeno di prodotti per l'infanzia) non provano a puntare sul vuoto a rendere (che sia vetro o policarbonato) anziché insistere su confezionamenti del genere?
----------
STORACE: SEGNO CHE I CONTROLLI CI SONO
ROMA – L'allerta sanitario era scattato a settembre proprio da parte del ministero della salute: ed è stato attivato anche l'Istituto Superiore di Sanità; e l'autorità per la sicurezza alimentare dell'unione europea risponderà solo, pensano gli esperti, il prossimo aprile.
Il maxi sequestro di 4 marche di latte per bambini della Nestlè, ha commentato il ministro della Salute Francesco Storace, «è la conferma che nel nostro Paese i controlli ci sono».
Proprio dal Ministero della Salute partì la segnalazione all'Europa di questo problema, ricorda il ministro. Indignato il ministro delle politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno. «È incredibile che soggetti particolarmente indifesi, come i bambini, siano sottoposti a rischi tanto grandi su un prodotto così diffuso come il latte.
Oltre a proseguire i controlli, bisognerà accertare subito quali danni possa causare, se usato per un tempo prolungato, il composto chimico che ha contaminato il latte e intervenire con le cure appropriate».
«Il problema – sottolinea il Ministro – riguarda però anche il resto d'Europa, dove sono prodotte le confezioni a rischio e dove non sono ancora scattati i sequestri. Bisogna dunque agire in fretta anche a livello comunitario. In ogni caso – conclude Alemanno – l'imponente operazione che ha portato al sequestro di 30 milioni di litri di latte contaminato (2 mln secondo l'azienda nestlè) in tutta Italia dimostra anche l'alto grado di preparazione raggiunto dal Corpo Forestale dello Stato nella tutela della sicurezza alimentare, ed evidenzia una capillare capacità di controllo su tutto il territorio nazionale».
Il percorso, secondo la ricostruzione del Ministero della Salute, è stato questo. Fin dallo scorso settembre, il ministro aveva allertato l'Unione Europea.
L'attivazione del sistema di allerta comunitario comporta il ritiro di tutti i lotti dei prodotti oggetto della segnalazione su tutto il territorio nazionale e comunitario.
La Commissione europea solo il 14 ottobre ha però investito del problema l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), mentre il ministero della Salute ha chiesto subito all'Istituto superiore di Sanità di fornire i dati sulla tossicità
dell'ITX.
----------
L'UE: ITX NON PRESENTA RISCHI PER SALUTE
L'Itx presente nel latte per l'infanzia della Nestle' sequestrato in diversi Paesi europei "non presenta rischi immediati per la salute".
E' questo, secondo quanto riportato dal portavoce Ue, Philipphe Tod, il responso preliminare dell'Agenzia alimentare europea - che ha sede a Parma - sul caso Nestle'.
"Sulla base dei dati disponibili", ha detto Tod, "l'Itx non presenta rischi immediati e non ci sono gravi preoccupazioni sugli effetti genotossici della sostanza". Il responso preliminare dell'Agenzia europea, ha detto il portavoce, sara' "ufficiale entro due settimane" mentre il rapporto definitivo sara' pubblicato a marzo.
(AGI)
--------
NESTLÈ: "NESSUN RISCHIO PER LA SALUTE"
"Una tempesta in un bicchier d'acqua": il capo della Nestle' ha liquidato cosi' il caso del latte per l'infanzia ritirato dai negozi italiani perche' contaminato dall'inchiostro delle confezioni. Peter Brabeck, amministratore delegato del colosso alimentare svizzero, ha definito irrisori i costi dello scandalo e inesistenti i rischi per la salute.
"Non e' nulla" ha detto intervenendo a un convegno a Zurigo, "solo una tempesta in un bicchier d'acqua: non c'e' alcun rischio per la salute".
I costi del ritiro di trenta milioni di litri di latte per l'infanzia, calcolati in circa 2,5 milioni di euro, sono "assolutamente trascurabili", ha aggiunto.
(AGI)
---------
IL COMUNICATO DI NESTLÈ
Milano, 22 novembre 2005 - Con riferimento a quanto apparso in data odierna sugli organi di stampa relativamente al sequestro di alcuni latti per la prima infanzia liquidi a marchio Nidina 1 e 2, Latte Mio, Nestlé Italiana comunica quanto segue:
L’Azienda ha immediatamente provveduto al ritiro dal commercio dei lotti segnalati dall’ Autorità Sanitarie della Regione Marche, a seguito del ritrovamento di tracce di un componente identificato come IsopropilThioXantone (ITX) e utilizzato come fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, nelle confezioni in TetraPak a stampa off-set.
Lo scorso 15 novembre, Nestlé Italiana ha deciso, autonomamente come misura precauzionale, di estendere il ritiro a tutti i latti per l’infanzia liquidi ancora presenti sul mercato, confezionati in imballaggi realizzati con sistema di stampa off-set, provvedendo a informare la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno e tutti i suoi clienti.
Questa decisione è stata presa come misura di estrema cautela verso i consumatori anche se, in base alle stesse dichiarazioni del fornitore delle confezioni e ad un’analisi rigorosa effettuata sui dati disponibili, ottenuti anche da enti indipendenti, non si ritiene che la presenza di ITX rilevata nei prodotti analizzati costituisca un rischio per la salute.
Nestlé Italiana informa inoltre che sono attualmente in distribuzione nuove produzioni confezionate con sistema diverso di stampa. I nuovi lotti sono riconoscibili dalla data di scadenza a partire da ottobre 2006 e successive per Nidina 2 liquido e Latte Mio e con data di scadenza a partire da luglio 2006 e successive per Nidina 1 liquido.
I consumatori possono rivolgersi al numero verde dedicato 800.253253 dalle 9 alle 19 per qualsiasi informazione.
----------
MINISTERO DELLA SALUTE: NESTLÈ AFFERMA IL FALSO
La Direzione Generale Sanita' del Ministero della Salute ha diffuso una nota in cui afferma: "in relazione alla questione ITX in latti di proseguimento, si apprende con sconcerto che sorprendentemente l'amministratore delegato di Nestle' Peter Brabeck, in un comunicato diffuso dall'agenzia Reuters, afferma che 'gia' a luglio era stato raggiunto un accordo con la UE e il Ministero della Salute italiano, per lasciare scadere i prodotti incriminati e modificare il sistema di produzione degli imballaggi'. Tali affermazioni non solo sono completamente false, ma stravolgono la reale dinamica dei fatti. Si ricorda, infatti, che proprio il Ministero della Salute italiano ha portato alla luce la problematica, con l'attivazione tempestiva del sistema di allerta rapido comunitario. Il Ministero della Salute pertanto smentisce qualunque contatto o accordo che avvalori tali affermazioni".
(AGI)
---------
Per lo stesso motivo il 9 novembre erano già stati sequestrati due milioni di litri di Latte Mio e Nidina 2.
Gruppo Verdi al Senato, 22 novembre 2005
Ministero delle politiche agricole e forestali, 22 novembre 2005
Ministero delle politiche agricole e forestali, 23 novembre 2005
Greenpeace, 22 novembre 2005
Vita (www.vita.it), 22 novembre 2005
Gazzetta del sud, 23 novembre 2005
Agi, 23 novembre 2005
Agi, 23 novembre 2005
Agi, 23 novembre 2005
Nestlè Italia, 22 novembre 2005
Agi, 23 novembre 2005

Sequestrato anche l'Aptamil 2 della
Milupa.
Storace querela la Nestle'
Roma, 24 novembre 2005
Anche il latte Aptamil 2 della Milupa e' contaminato dall'inchiostro dei cartoni, esattamente come quello della Nestle'. L'accusa arriva dalla Regione Marche che ha fatto scattare i sequestri, una misura che non e' stata presa a livello nazionale.
E' scontro aperto tra la Nestle' e il ministero della Salute
Il presidente e direttore generale della multinazionale svizzera, Peter Brabeck, ha parlato di un accordo con l'Unione europea e il ministero della Salute italiano per lo smaltimento dei lotti di prodotti di latte che presentavano tracce della sostanza Itx, che l'azienda definisce non dannosa per la salute. Versione, questa, smentita categoricamente in serata dallo stesso Storace, che ha annunciato una querela nei confronti di Brabeck.
Una polemica che getta nuova luce sulla vicenda e chiama in causa anche il ministro per le Politiche agricole Gianni Alemanno.
Chiare le parole di Brabeck, nel corso di un incontro a Zurigo: la Nestle', ha detto, aveva concluso nel luglio scorso un accordo con l'Unione europea e con il ministero della Salute italiano per smaltire fino a esaurimento i lotti di prodotti di latte per l'infanzia che presentavano tracce di inchiostro e cambiare il processo di produzione delle confezioni. Ma, "improvvisamente - ha aggiunto Brabeck - il ministro dell'agricoltura mette l'Italia in subbuglio. Questo - ha quindi commentato - ha a che fare piu' con la politica che con qualsiasi altra cosa". Il direttore esecutivo e presidente della Nestle' ha inoltre ribadito che non c'e' mai stato alcun rischio per la salute ed ha contestato le cifre diffuse ieri dalle autorita' italiane sui quantitativi di latte sequestrato, annunciando che sta ritirando i prodotti per l'infanzia che contengono il latte all'inchiostro dall'Italia, dalla Spagna, dal Portogallo e dalla Francia.
Secca e immediata la replica del ministero della Salute
Sono "completamente false - afferma la direzione generale della Sanita' Veterinaria e degli alimenti del Ministero della Salute - le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Nestle' Peter Brabeck". La nota del ministero esprime quindi "sconcerto" per le affermazioni di Brabeck circa un accordo con la UE e il Ministero della Salute per lasciare scadere i prodotti incriminati e modificare il sistema di produzione degli imballaggi': "Tali affermazioni - sottolinea il ministero - non solo sono completamente false, ma stravolgono la reale dinamica dei fatti". Proprio il Ministero della Salute italiano, si ricorda infatti nella nota, "ha portato alla luce la problematica, con l'attivazione tempestiva del sistema di allerta rapido comunitario. Il Ministero della Salute pertanto smentisce qualunque contatto o accordo che avvalori tali affermazioni". Poco piu' tardi e' lo stesso Storace ad intervenire sulla vicenda con un'ulteriore comunicato: "Il signor Brabeck - annuncia - sara' querelato per le gravissime affermazioni. Analoga sorte capitera' a chi dara' seguito a farneticazioni, che non hanno davvero alcun fondamento".
Replica anche il ministro Alemanno
"Le dichiarazioni di Brabeck sono gravi e sconcertanti. E' evidente - dice - che le industrie coinvolte nella vicenda del latte contaminato avevano l'obbligo di ritirare tutte le produzioni contaminate dal mercato e dovevano farlo senza indugio e senza accampare alibi". Ed ancora: "Ribadiamo ancora una volta - conclude Alemanno - che ci affidiamo alla Magistratura per far luce su questa vicenda che continuiamo a giudicare inaccettabile".

"L'Itx non solo nel latte"
Altroconsumo
29/11/2005
Dopo i sequestri di prodotti Nestlè e Milupa l'associazione fa analizzare confezioni di latte, panna e succhi di frutta e trova la stessa sostanza chimica. Inviato un esposto alle procure di Milano, Bologna, Parma, Verona
Dopo la Nestlé e la Milupa, altri prodotti rischiano di finire nella bufera per la presenza di Itx, la sostanza chimica che ha contaminato il latte artificale per neonato. Le analisi di laboratorio concluse oggi da Altrocunsumo, l'associazione indipendente di consumatori, confermano infatti che tutti i prodotti alimentari confezionati in tetrapak - quindi non solo il latte artificiale per neonati - possono essere contaminati dalla sostanza.
Altroconsumo ha preso in considerazione venticinque prodotti fra succhi di frutta, latte uht, panna da cucina, tutti confezionati in tetrapak, e su nove campioni le analisi hanno riscontrato la presenza di isopropil tioxantone.
Il presidente dell'associazione, Paolo Martinello, sottolinea la necessità che i lotti di riferimento dei prodotti positivi alle analisi siano ritirati immediatamente dal mercato, ma aggiunge che "i consumatori di tutta Europa devono sapere cosa hanno ingerito sinora: dunque bisogna conoscere quali siano gli effetti tossicologici definitivi della sostanza chimica itx. Chiediamo risposte - si legge in un comunicato diffuso dall'organizzazione - alle istituzioni europee e italiane".
Altrocunsumo ha presentato un esposto alle procure di Bologna, Milano, Parma, Verona, e ai Nas, oltre che al procuratore aggiunto Raffaele Guariniello e alla procura di Ascolti Piceno, che sta conducendo l'inchiesta avviata dopo il riscontro della presenza di Itx nel latte Nestlé e Milupa.
LA LISTA
Con lo stesso comunicato, Altrocunsumo ha diffuso anche i nomi (con lotti di riferimento e data di scadenza) dei prodotti risultati posivivi ai test di laboratorio.
Si tratterebbe della panna da cucina uht a lunga conservazione Parmalat (confezione 3x125, data scadenza 12/3/2006, lotto e 20.34.267), del latte uht a lunga conservazione c.L. Milano (formato 500, scad. 14/1/2006, lotto l s52904), dell'alimento per bambini a base di latte Milupa Babymil- latte di crescita, (conf. 500, scad. 2/5/2006, lotto c), dei succhi di frutta Del Monte Quality all'albicocca (conf. 3x200, scad. 3/8/2006, lotto d054.2D), Derby Blue all'albicocca (conf. 6x200, scad. 17/10/2006, lotto ld199c-a), Santal Up all'albicocca (conf. 3x200, scad. 25/5/2006, lotto b ld270), Skipper- Zuegg junior all'albicocca (conf. 4x200, scad. 20/10/2006, lotto l529313.43), Valfrutta all'albicocca mediterranea (conf. 6x200, scad. 20/9/2006, lotto ld172a-a), di bevande a base di latte Carrefour frutta e latte-pesca, albicocca (conf. 3x200, scad. mar-06, lotto d258a).
Dal
BLOG di Beppe Grillo
In TV hanno fatto capire che il problema
sia il fatto che l'ITX trapassa la confezione arrivando fino al latte. Una
persona che conosco e che lavora in una stamperia mi ha spiegato che le
cose non stanno così. A parte il fatto che il Tetra Pak è formato da
diversi strati di materiale…, il problema è che il Tetra Pak, prima di
essere un recipiente, è una forma piatta, la quale è stata tagliata su
di un telo stampato. Il telo stampato è arrotolato in una bobina:
qualsiasi cosa stampata solamente da un lato se la arrotoli (o da un verso
o dall'altro) va inevitabilmente a toccare nel lato opposto (quindi la
stampa esterna va a toccare quella che sarà la parte interna del
recipiente)! Se l'ITX non fa il suo dovere, è naturale che vada a
lasciare traccia nell'altro lato del telo! Una soluzione potrebbe essere
quella di aggiungere una pellicola anche sopra la stampa, ma siamo certi
che l'inchiostro o il fissativo non trapassi? Inoltre… Sappiamo che
quando andiamo al supermercato è meglio evitare di acquistare i fustini
di acqua minerale in PET posizionati nella parte esterna dei bancali,
perchè questi sono quelli esposti direttamente alla luce solare, la quale
potrebbe far rilasciare aldeidi nell'acqua contenuta nelle bottiglie. Ma
bisogna stare attenti anche a non acquistare tutti i fustini di bottiglie
d'acqua in PET posizionati a contatto con il bancale, anche quelli
centrali. Perche? Perchè il legno che costituisce il bancale altro non è
che materiale di scarto delle industrie e spesso è pregno di sostanza
tossiche. Questo mio conoscente mi ha riferito che ha letto in una rivista
di imballaggi che analizzando l'acqua delle bottiglie in PET che sono a
contatto con i bancali, hanno trovato i residui chimici presenti nel legno
dei bancali. Questo è dovuto al fatto che le bottiglie al "piano
terra" sono "schiacciate" da quelle poste sopra e con le
micro-vibrazioni durante il trasporto, particelle di prodotti tossici
migrano dal legno all'acqua attraversando la plastica.
Claudio Brocanelli 04.12.05 16:25 | Rispondi
al commento
|