DOSSIER MUCCA PAZZA


notizie a cura di AGRISOLE

da Agrisole 04/07/2002
Bse, confermato 67° caso nel Torinese

Il Ministero della Salute comunica che è stata confermata dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino, Centro di Referenza Nazionale per la BSE, la positività ai test per la BSE di un bovino femmina, di razza Pezzata Rossa Italiana, proveniente da un allevamento sito nel comune Caselette (TO) risultato nei giorni scorsi non negativo al test rapido anti-prione. Salgono così a sessantasette i casi di encefalopatia spongiforme bovina in Italia (diagnosticata in fase pre-clinica, di cui due non autoctoni) su oltre 833.872 analisi effettuate finora per verificare la presenza del cosiddetto morbo della «mucca pazza».


Del 4/7/2002 Sezione: Torino cronaca

SI SOSPETTA CHE A PROVOCARE LA MALATTIA SIANO STATI I MANGIMI FORNITI DA UNA DITTA MILANESE 

Mucca pazza colpisce a Caselette 

Trovato positivo al test Bse un animale portato al macello 

Una mucca da latte di nove anni, portata al macello nei giorni scorsi, è stata trovata positiva al test rapido sulla Bse. 
Se l´Istituto zooprofilattico sperimentale di via Bologna confermerà l´esito della prima analisi, sarà il secondo caso scoperto in un allevamento del Torinese, il quinto accertato in Piemonte dei 66 sinora riscontrati in tutta l´Italia. La mucca proveniva da un piccolo allevamento di Caselette: l´azienda agraria Accastello di corso Susa 380. 
La prima conseguenza: il sequestro cautelativo di tutti i 197 capi di bestiame dell´allevamento. La mucca sospettata di aver contratto l´encefalopatia spongiforme bovina era una «pezzata rossa» nata nella stessa azienda agricola ed era una delle 158 mucca da latte della medesima razza di proprietà dell´allevamento. 
Completano la «stalla» 39 «piemontesi». Per una volta i carabinieri dei Nas, subito sguinzagliati dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, non dovranno faticare per ricostruire la storia della mucca. 
L´inchiesta si è già decisamente avviata sull´alimentazione del capo di bestiame che, all´atto della macellazione, presso lo stabilimento privato della ditta Schellino di Vercelli, presentava una «divaricazione degli arti posteriori». 
Uno dei sintomi della Bse. Guariniello ha il suo primo caso di encefalopatia spongiforme bovina (quello verificatosi mesi fa in un allevamento di Orbassano non rientra nella giurisdizione territoriale della Procura di Torino) dopo anni di indagine ad ampio raggio sulla sicurezza dei consumatori che lo ha portato a lanciare l´allarme sul fenomeno e da ultimo ad avviare un´indagine sui mangimifici che hanno rifornito gli allevamenti con casi di Bse. 
Ebbene, da questo accertamento di cui si conosce l´esito in relazione ai primi 55 bovini infetti, è emerso la singolare continuità di rifornimento da parte della Mangimi Sivam di Milano. Ben 19 capi dei 55 esaminati erano stati nutriti con mangimi della Sivam: il 34 per cento del range. 
E la prima scoperta del magistrato, ieri, è stata che fra i fornitori dell´Accastello di Caselette c´è stata la Sivam. 
I Nas sono già stati inviati a Milano. Questo perché la Bse è alimentata dalla catena dei mangimi contenenti farine animali, fuorilegge da otto anni in Italia e che si è continuato a produrre e a vendere. 
Si consideri che il periodo di incubazione della Bse è mediamente di 5-6 anni e si avrà un´idea, sia pure approssimativa, dei danni causati dalla dissennata «invenzione» di dare mangiare a dei ruminanti mangimi contenenti farine di carne. 

al. ga. 


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