DOSSIER MUCCA PAZZA


Fao: tutto il mondo
è a rischio mucca pazza

L'agenzia per l'alimentazione formulerà
consigli precisi per contrastare l'epidemia


ROMA - Tutti i Paesi che hanno importato carne o derivati dall'Europa occidentale sono a rischio Mucca pazza. E' la Fao, l'Organizzazione delle nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura, a lanciare l'allarme con un comunicato ufficiale con cui invita tutti i paesi del mondo a prendere misure che prevengano la diffusione tra i bovini del morbo della Bse.

Già ieri un funzionario della Fao aveva avvertito che gli Stati più sottoposti a pericolo di diffusione dell'epidemia sono quelli del Medio Oriente, dell'Europa Orientale, del Nord Africa, e l'India. "Tutti i Paesi - secondo l'agenzia per l'alimentazione - che hanno importato bovini o farina di carne e ossa dall'Europa occidentale, particolarmente dal Regno Unito, durante e dopo gli anni Ottanta e che per questo possono essere considerati a rischio".

Le misure precauzionali consigliate partono dall'abbandono delle farine animali facendo grande attenzione anche ai processi di macellazione. Ma al più presto Fao, Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Organizzazione internazionale delle Epizootie (Oie) consulteranno gli esperti per formulare consigli più precisi ai Paesi, in particolare a quelli in via di sviluppo. Ciò significa - secondo la stessa Fao - analisi di laboratorio sul bestiame macellato, una corretta eliminazione delle carcasse e un migliore utilizzo delle frattaglie e dei resti.

In particolare, i paesi extraeuropei dovrebbero adottare "un approccio precauzionale" e cioè prendere appropriate misure per proteggere il loro bestiame e per assicurare la sicurezza della carne e dei suoi derivati, tra cui "un divieto dei mangimi animali ai ruminanti e, per minimizzare i rischi, a tutti gli animali" e un controllo delle procedure di macellazione.

(26 gennaio 2001)

Vita e morte della vacca 103...


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