Continua
l’effetto mucca pazza a Piazza Affari
cremonini e
autogrill
MASSIMO RICCI
| Effetto mucca pazza
anche in Piazza Affari. Cremonini, per esempio, che tra l’altro produce
la carne per McDonald's, ha registrato in settimana il minimo storico
scendendo sotto la soglia di 1,5 euro dal massimo di 3 euro toccato
nell'estate scorsa. Dall'inizio del 2001 il titolo ha perso quasi un terzo
del suo valore (il 26,7% a metà febbraio). La società, secondo un report
di Eptasim, ha ora un valore di 472 miliardi di lire, corrispondente a
1,73 euro per azione e un target price di 1,72 euro per azione. Un altro
dei grandi gruppi alimentari e della grande distribuzione, l'Autogrill
della famiglia Benetton, è ancora sostanzialmente intorno alla parità
rispetto all'inizio dell'anno, ma il calo è stato costante negli ultimi
giorni. "Non si può ignorare la componente emotiva dicono gli
analisti finanziari di una sim milanese e una attenta analisi del fenomeno
Bse prima o poi si imporrà per titoli come Cremonini e Autogrill, mentre
sembra ormai definitivamente escluso un coinvolgimento di Parmalat, visto
che il fenomeno non interessa la produzione di latte. Potremmo magari
valutare l'ipotesi di uscire per rientrare a prezzi più bassi, ma al
momento non c'è niente di nuovo". Per fronteggiare la mucca pazza, Cremonini è ricorsa, tra l'altro, alla cassa integrazione ordinaria per 90 dei 120 operai che lavorano gli hamburger dello stabilimento Inalca di Castelvetro. A gennaio la flessione delle vendite di Inalca è stata del 25%, cifra non ancora drammatica, ma se la sindrome dovesse prolungarsi non si possono certo escludere altri provvedimenti. La mucca pazza ha tenuto lontani dalla carne bovina anche i clienti di Burger King (Autogrill), che nelle prime cinque settimane del 2001 ha registrato un calo delle vendite del 23,2% rispetto alle previsioni. Ma i conti del gruppo sono comunque positivi grazie alla catena Spizzico, che ha visto crescere i ricavi dell'11,2% rispetto alle previsioni e del 22% rispetto all'inizio del 2000. Insomma più pizza e meno carne nella ristorazione veloce. Cremonini, secondo il rapporto di Eptasim, sta accusando gli effetti psicologici derivanti dalla nuova ondata di bovini colpiti dal morbo della Bse nonostante abbia avviato da tempo un percorso di trasparenza per la rintracciabilità delle carni. La produzione giornaliera è comunque passata da 2.000 a 1.500 capi macellati. Anche i prezzi della carne hanno subito una notevole riduzione nel periodo, quantificabile in circa il 15%20%. Secondo le analisi di AcNielsenIsmea, negli ultimi due mesi, i consumi di carne bovina hanno subito una contrazione del 31% rispetto al bimestre precedente, con un picco nell'ultima settimana di gennaio, durante la quale la domanda si é ridotta del 64%. Secondo le stime dell'Unione Europea, sottolinea Eptasim, la nuova ondata di bovini colpiti dal morbo Bse dovrebbe provocare nel 2001 un taglio del 1012% nella domanda di carne. |
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