DOSSIER MUCCA PAZZA


Dalle analisi del laboratorio di Torino la controprova che il bovino di Verolanuova, nel bresciano, era infetto

Bse, confermato  il terzo caso
Il ministro Veronesi alla Camera: "Oltre alle farine animali 
potrebbero esserci altri veicoli di contagio della malattia"


ROMA - E' ufficiale: in Italia c'è un terzo caso certo di Mucca pazza, quello del bovino proveniente da un'allevamento di Verolanuova, nel bresciano. A confermarlo sono state le controanalisi del laboratorio di Torino: lo ha annunciato, oggi, il ministro della Sanità, Umberto Veronesi. L'esponente del governo, nel corso di un'audizione alla commissione Agricoltura della Camera, ha anche rivelato che la farine animali potrebbero non essere l'unico veicolo di diffusione della malattia: "Non possiamo escludere che ne esistano altri", ha detto, riferendosi all'ultimo caso sospetto scoperto ieri, quello di una vacca di un'azienda friulana, il cui proprietario giura di non aver mai utilizzato farine animali.

Veronesi ha anche invitato ancora una volta a non abbandonarsi all'allarmismo, perché, ha detto, "in Italia il rischio di contagio è modestissimo, un rischio vicino allo zero". Il ministro ha poi ricordato che la Bse è un "problema di infettività nei bovini" e non negli uomini: "In tutta Europa - ha sottolineato - si sono avuti fino a oggi solo 2-3 casi umani, e in Italia nessuno. In pratica da noi, per fortuna, la malattia nell'uomo possiamo dire che non c'è". E anche se "ci fosse, non sarebbe dovuta a oggi, ma a quello che si è mangiato 10 anni fa. Il centro del problema è il cervello, non la carne muscolare, non la fettina, non il filetto che non sono a rischio. Chi in passato non ha mai mangiato il cervello non ha nulla da temere. Ma anche chi l'ha mangiato non deve allarmarsi perché, come continuo a ripetere, la barriera immunologica è così forte che il rischio è minimo".

Queste le parole del ministro. Quanto al bilancio dell'emergenza Bse in Italia, finora i casi sicuri sono tre: oltre a quello accertato oggi, gli altri si sono verificati a Pontevico, sempre nel bresciano, e un secondo a Marmirolo, nel mantovano. Si apetta ancora il verdetto per un altra vacca risultata positiva, ieri, ai test rapidi, proveniente da un allevamento a 15 chilometri da Udine. I test veloci finora compiuti sono stati 28.419.


(22 febbraio 2001)

La vacca proviene da un piccolo allevamento di Bicinicco, centro agricolo della provincia di Udine

Mucca pazza, in Friuli nuovo caso sospetto
Pecoraro Scanio: "Estendere i test a tutti i capi,
anche quelli non destinati alla macellazione"

TRIESTE - Un nuovo caso sospetto di mucca pazza, scoperto, questa volta, in un allevamento friulano. A rivelarlo, questa mattina, è stato l'assessore regionale all'Agricoltura, Aldo Ariis; poco dopo è giunta la conferma del ministero della Sanità. Il caso riguarda una vacca appartenente a piccola azienda agricola (ora posta sotto sequestro cautelativo) di proprietà di Ernesto Bolzon, e con sede a Bicinicco, centro circa 15 chilometri a Sud di Udine.

Aumenta così il bilancio della Bse su bovini del nostro Paese. Finora, i casi accertati di malattia (quelli cioè, confermati in via definitiva dal laboratorio di Torino) sono due: uno scoperto su un capo della cascina Malpensata, a Pontevico in provincia di Brescia; un secondo, più recente, nell'allevamento Mantovani di Marmirolo, provincia di Mantova. C'è poi un terzo caso di positività ai test rapidi, scoperto l'altro ieri sempre nel bresciano, su cui si attendono ancora le analisi finali. Si era rivelato un falso allarme, invece, il caso che ha riguardato un animale di un allevamento del veronese.

E il ministro delle Politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio ha chiesto al Ministro della Sanità, Umberto Veronesi, di estendere l'obbligatorietà del test anti Bse a tutti i capi oltre i 30 mesi, anche quelli destinati alla distruzione. "Questa operazione - ha detto Pecoraro Scanio - permetterebbe di comprendere la reale diffusione della Bse nel nostro Paese. E quindi assicurare la massima garanzia dei consumatori e degli allevatori onesti". Ma il ministro Veronesi ha fatto sapere in serata che si tratta di una decisione già presa e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Sul fronte giudiziario, oggi si è saputo che sarà la terza sezione del Tar del Lazio a decidere, giovedì primo marzo, se sospendere o meno il provvedimento che impone l'abbattimento e la distruzione di tutti i capi della Malpensata. I giudici esamineranno il ricorso presentato da Mario Greci, il titolare dell'azienda agricola, che si oppone alla decisione sull'abbattimento, presa dai ministeri della Sanità e delle Politiche agricole.

E intanto, dopo i controlli a tappeto delle ultime settimane, ora arriva anche il sequestro di una singola mucca. E' accaduto in una stalla del mantovano; a essere posta sotto sequestro è stata una vacca acquistata dall'allevamento Mantovani di Marmirolo, quella del secondo caso accertato di Bse in Italia. L'animale era coetaneo della "285" trovata affetta dal morbo e, quindi, considerato a rischio mucca pazza. Il proprietario, però, si è rifiutato di firmare l'ordinanza, che gli era stata notificata ieri sera.

(21 febbraio 2001)

vedi anche articoli sul Corriere della Sera


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