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Novemila produttori di latte in regione E la Centrale giura: "Bevetelo senza paura" ’amministratore delegato di Eurolat rassicura gli
utenti dopo i dubbi del ministro Pecoraro «Sul
latte non sono disposto a mettere la mano sul fuoco». Se da un ministro
all’Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio, si sente pronunciare una
frase del genere, è quanto mai legittimo cominciare ad avere dei
dubbi. Proprio sul latte, il sottosegretario alla Sanità Fumagalli Carulli ha chiesto approfondimenti all'Istituto superiore di Sanità. Bambini e persone anziane, come soggetti più deboli, ma tutti quelli che di latte bevono la loro razione quotidiana, hanno diritto a stare tranquilli. Oltre alla fettina c’è anche il cappuccino a rischio? «Lo escluderei nella maniera più assoluta». Alfredo Gaetani, napoletano, vice presidente dell’Unione industriali di Napoli, è l’amministratore delegato della Eurolat, ex Cirio, azienda nazionale del gruppo Parmalat, acquistata da Callisto Tanzi dall’imprenditore romano Sergio Cragnotti. Eurolat gestisce la Centrale del Latte di Napoli. Per Gaetani «non è mai esistito, finora, alcun possibile collegamento tra il latte e il morbo. È vero che gli inglesi hanno esteso il test della mucca pazza anche al latte. Ma noi siamo in contatto con la Comunità europea, che doveva prendere una posizione in merito alla questione già stasera (ieri per chi legge ndr)». E infatti Beate Gmider, la portavoce del commissario Ue ai consumatori, David Berne, ha dichiarato che «secondo gli studi scientifici, e' assolutamente da escludere una trasmissione del morbo attraverso il latte». Sulla questione latte si muove con i piedi di piombo, però, la Germania (dove si contano ben 14 casi di animali malati) e il nuovo ministro all'agricoltura tedesco Renate Kuenast, dei Verdi, non esclude una possibile contaminazione anche nei latticini In tempi passati, spiega Alfredo Gaetani, poteva essere usata per l’alimentazione delle mucche, un po’ di farina animale. Che, però, è stata abolita fin dal primo caso di mucca pazza. «Negli allevamenti di cui ci serviamo non c’è ombra di questi trattamenti. È solo per eccesso di zelo che gli allevamenti hanno eliminato quelle farine». Prendere precauzioni, comunque, potrebbe essere utile? «Non vedo come. A che serve bollire? Il latte è già pastorizzato. State tranquilli» insiste Gaetani. Eurolat produce un milione e 300 litri di latte al giorno in tutta Italia, latte fresco più burro, panna, yogurth, mozzarella, formaggi freschi. Conta 1200 dipendenti diretti e molte migliaia di allevatori. In Campania si producono 35 mila litri di latte al giorno e l’azienda si serve di tutte le più importanti aziende agricole della regione che sono anche le più grandi d’Italia. Le verifiche istituzionali, in questo comparto, non mancano e anche i dati vanno nella direzione di offrire qualche rassicurazione. Per il censimento dell’Osservatorio del Latte (struttura nazionale) che controlla il mercato, la Campania conta 9.684 aziende agricole che producono latte, nella quantità di 262.000 tonnellate l’anno. Le vacche da latte nella regione sono circa 36 mila. Sul versante della vigilanza, nel ’99 sono state controllate 280 stalle e 13 mila vacche per un totale di circa 7 mila chili di latte. (patrizia capua) 17 gennaio 2001 |
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