DOSSIER MUCCA PAZZA


Annuncio del ministro Veronesi: "Se continua così, in proiezione scopriremo un totale di 20-30 capi ammalati"

Mucca pazza, nuovo caso sospetto
Si tratta del terzo allarme Bse scoppiato nel nostro Paese,
ma uno dei due precedenti si è poi rivelato infondato



ROMA - Un nuovo caso sospetto di Mucca pazza in Italia. Lo ha annunciato il ministro della Sanità Umberto Veronesi, nel corso di un'audizione alla commissione Agricoltura della Camera. Si tratta, ha spiegato l'esponente del governo, di un caso speciale: un animale di età avanzata, 5 anni, morto spontaneamente in una stalla. Il caso si è verificato in Lombardia, a Marmirolo, nel mantovano: l'allevamento, di proprietà dei cugini Gabriele e Orlando Mantovani, è stato sequestrato. Ora, come sempre, si attendono i risultati - cioè la conferma o la smentita definitive sulla presenza del morbo - nei prossimi giorni.

Il ministro ha aggiunto che, se l'andamento dei test anti-bse si manterrà uguale a quella attuale (uno su 10 mila) si possono attendere circa 20-30 casi di malattia, comunque pochi rispetto ad altri paesi europei.

E questo di oggi è il terzo allarme mucca pazza scoppiato nel nostro Paese. Il primo risale al 13 gennaio scorso, e ha avuto come protagonista l'ormai famosa vacca 103 della cascina della Malpensata, a Pontevico nel bresciano: sottoposta ad ulteriori analisi, la mucca si rivelò effettivamente contagiata dalla Bse. Il secondo, invece, è datato 24 gennaio, su un capo di Albaredo d'Adige, in provincia di Verona. Ma era solo un falso allarme: cinque giorni dopo, fu annunciato che, secondo i test più approfonditi del laboratorio di Torino, l'animale non era infetto.

Su questo secondo caso sospetto è confermato che si tratta di un animale di 5 anni. Gli esperti dell'Istituto Zooprofilattico di Brescia hanno già inviato il campione all'Istituto Nazionale di Torino da dove, nei prossimi giorni, giungerà la risposta definitiva se si tratti o meno di Mucca pazza. Ma il presunto secondo caso non allarma i responsabili dell'Istituto Zooprofilattico bresciano che, dall'inizio dell'anno, hanno già eseguito 13 mila test. "L'animale sospetto - spiega il direttore Ezio Lodetti - rientrava nel piano di sorveglianza".. Secondo Lodetti, la scoperta di un altro caso sospetto ha due aspetti positivi: dimostra, anzitutto, che i controlli funzionano e fa pensare che la presenza della malattia, dopo l'esecuzione di migliaia di test, in Italia sia inferiore rispetto ad altri paesi europei.

Sul bovino mantovano verrà ora eseguita dalla Asl la cosiddetta indagine epidemiologica, grazie alla quale si risalirà ai discendenti e agli ascendenti. L'animale rientra nei circa 1700 test, dei 13 mila eseguiti, riguardanti animali morti in stalla oppure macellati d'urgenza perché malati, e che non finiscono nella catena alimentare.

Sul fronte dei divieti, invece, c'è da segnalare che Veronesi ha escluso che l'Italia adotti il bando della bistecca con l'osso prima della scandenza decisa dall'Unione europea per deliberarne la moratoria. La vendita della fiorentina, dunque, dovrebbe essere permessa fino al 31 marzo.

(14 febbraio 2001)

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