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I primi disturbi dopo le
vacanze. Oggi la ragazza volerà a Londra per una visita di
superspecialisti
Ha dato l'ultimo esame tre giorni fa "Era delusa, voleva prendere trenta" di TANO GULLO Alemanno: "Prepariamoci a molti casi" PALERMO
- Una vita normale come tutte le ventenni,
università, vacanze, esami, pub. Ma all'improvviso a Maria Letizia crolla
il mondo addosso. Finita l'estate comincia a sentirsi poco bene, un esame
dopo l'altro al reparto di neuropsichiatria del Policlinico di Palermo e
qualche giorno fa l'angosciosa diagnosi: è affetta dalla variante umana
della malattia di Creutzfeldt-Jackob, la terribile Mucca pazza.Oggi la ragazza, una studentessa ventriquattrenne di Menfi, un grosso centro della provincia di Agrigento, accompagnata dai familiari va in Inghilterra per un consulto al "London college of medicine", l'ospedale dove è stata fatta la diagnosi su un suo frammento di tessuto tonsillare spedito dai medici palermitani ai colleghi d'oltre Manica. Le vacanze estive sono finite da pochi giorni e Maria Letizia, una bella ragazza, alta, longilinea, capelli lunghi color castano chiaro, rientra a Palermo dove è iscritta al quarto anno nella facoltà di Scienze della formazione. Riprende la sua vita di pendolare in un appartamento condiviso con alcune colleghe. Dal lunedì al venerdì segue gli studi, il fine settimana torna a casa dove l'aspetta una famiglia numerosa, i genitori, una sorella e diversi fratelli. Ai primi di settembre comincia ad avvertire un fastidioso dolore alle gambe. Un giorno scende dall'autobus per andare a lezione in via Pascoli ma non ce la fa a reggersi in piedi. Il suo calvario comincia con una serie di visite ortopediche. Ma visto che peggiora a vista d'occhio e oltre ai problemi articolari comincia ad accusare disturbi della parola, gli specialisti a metà settembre la rinviano all'Istituto di neuropsichiatria, in via La Loggia. "I sintomi che presenta ci mettono in allarme - dice il professore Federico Piccoli che la segue fin dal primo ricovero - la ragazza barcolla, parla con sempre maggiore difficoltà. E continua a peggiorare. Pensiamo subito che si possa trattare di Mucca pazza. Allora coinvolgiamo l'ospedale londinese che in materia ha maturato una grande esperienza trattando i numerosi casi registrati in Inghilterra. Purtroppo il responso conferma i nostri sospetti". "Anche se non c'è certezza scientifica, ci sono pochi i dubbi che si tratti della variante umana del morbo di Creutzfeldt-Jackob - aggiunge Giovanni Savattieri, primario del reparto - la giovane età della paziente e il tipo di anomalia della mutazione del gene lasciano poche speranze". Dopo il primo ricovero la ragazza viene dimessa, rientra in corsia a novembre e viene trattata in day hospital nei mesi successivi. "Ogni 15 giorni torna da noi per le visite - dice Piccoli - e poi ritorna in famiglia. Le sue condizioni vanno sempre peggio. Cammina male, parla stentatamente. Le funzioni cerebrali non sono ancora del tutto danneggiate, diciamo che sono deteriorate. Fa ogni cosa al rallentatore. Per fortuna la malattia riduce le capacità di critica. La ragazza non sembra consapevole del dramma. Però alcune manifestazioni di angoscia per piccole cose ci fanno sospettare che abbia capito e che gli sfoghi per questioni minime possano nascondere la proiezione di un'angoscia grande. È una ragazza educata e molto riservata. Non ci dice mai niente, si limita solo a rispondere alle nostre domande. Ci ha colpito molto il fatto che non ci abbia mai chiesto che cosa abbia. Forse per paura di sapere la verità". Maria Letizia, per quanto le è possibile, cerca di vivere una vita normale. Tre giorni fa, seppure con grande difficoltà ha dato un esame all'università e ha preso 24. "Ci è rimasta un po' male - dicono i medici - poiché è abituata a prendere 30. Anche sul lettino d'ospedale quando era ricoverata studiava con lena. L'ultimo libro che le abbiamo visto in mano è sulla Storia dell'arte". Mentre l'assessore regionale alla Sanità Ettore Cittadini getta acqua sul fuoco ("È un caso molto sospetto, ma la certezza definitiva si potrà avere solo dall'autopsia, che naturalmente non ci auguriamo") i medici di neuropsichiatria lanciano un grido di allarme: "Dovevamo aspettarcelo - dice Piccoli - perché è stata abbassata la guardia a livello nazionale e non è stata mai alzata a livello regionale. Ci sono responsabilità serie che vanno denunciate, a cominciare dal fatto che non si è intervenuti per stroncare la macellazione clandestina assai diffusa in Sicilia". E a proposito di carni non controllate lancia un sospetto inquietante Paolo Giambruno, responsabile dei servizi veterinari di Palermo. "Nel 1994 - racconta - nel trapanese, a Castellammare del Golfo, sono state abbattute due mucche affette dal morbo, le prime bestie vive a cui è stato diagnosticato in Italia. L'allevamento era di Agostino Lentini, arrestato qualche tempo dopo come affiliato del clan Brusca. I due animali facevano parte di una partita di 18 bovini acquistata in Inghilterra. Le 16 mucche vennero sequestate e per un anno ministero e assessorato non decidevano il da farsi. Un giorno Lentini denunciò il furto degli animali. Visto il personaggio è difficile pensare che qualcuno osasse rubare nella sua stalla. È più facile pensare che le mucche siano finite nel giro della macellazione clandestina e quindi sulla tavola dei siciliani. E qui il sospetto che la ragazza possa avere mangiato quella carne. Gli otto anni di distanza, normale tempo di incubazione, fanno pensare". Menfi sul Mediterraneo e Castellammare sul Tirreno, sebbene sulle sponde opposte, sono distanti tra loro non più di cento chilometri. L'ipotesi sembra credibile, anche se Vito Amari, ispettore sanitario della Regione siciliana, non esclude che Maria Letizia possa avere contratto il morbo durante una gita scolastica fatta in Francia sette anni anni fa. Mentre Sirchia
annuncia nuovi controlli e rassicura la gente il ministro delle Politiche
agricole avverte del pericolo
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