DOSSIER MUCCA PAZZA


PAGINA REGIONALE Lunedì 21 Maggio 2001
Iniezione letale per le mucche

Da oggi parte l’operazione sui 31 bovini della stalla di Malesco

Carlo Bologna
MALESCO Il trasferimento delle prime cinque vacche è atteso per oggi. Dalla stalla dei fratelli Besana, nell’Ossola, dove si è verificato il primo caso di «mucca pazza» in Piemonte, i capi verranno trasportati vivi a Torino su camion. 
Qui, a più riprese, arriveranno tutti i 31 esemplari di razza bruna per essere abbattuti con l’iniezione letale: una «morte dolce» che non recherà dolore. Le carcasse, dopo aver prelevato l’encefalo per gli esami sulla Bse, verranno poi distrutte all’inceneritore Sardigna del capoluogo. 
E’ quanto previsto dalla legge. L’intera mandria deve essere abbattuta, anche se soltanto «Bulla» ha contratto il morbo. 
L’ordinanza è stata firmata dal sindaco Federico Cavalli quattro giorni fa. Non poteva fare altrimenti dopo la nota del Servizio veterinario dell’Asl che riportava le conclusioni dell’Istituto zooprofilattio di Torino, riferimento scientifico nazionale per i casi di Bse. E gli stessi allevatori vigezzini hanno capito che la strada dei ricorsi e delle lotte senza quartiere non avrebbe portato lontano. Così le 31 vacche lasceranno la stalla senza che nessun trattore si metta in mezzo ad impedire l’abbattimento. «I Cobas del latte - dice Ettore Besana - erano pronti a manifestarmi solidarietà. Li ringrazio ma ho deciso di rifondare l’allevamento da zero. 
Nonostante l’alto patrimonio genetico che si disperde. Ci sono campioni delle èlite nazionali. Un allevamento di questo genere non si crea in un giorno. Ho 36 anni, ho iniziato a 15. Devo però tenere conto che vivo in una valle a fortissima vocazione turistica ed è meglio stroncare sul nascere qualsiasi sospetto». L’altro pomeriggio in Regione i fratelli Besana hanno ottenuto garanzie per il risarcimento dei capi da abbattere ed il mancato guadagno. Con questi soldi ricompreranno altri animali. «Una scelta importante - dice Pieto Bianchi, presidente dell’Associazione allevatori di Novara e Vco della razza bruna - che va sottolineata con particolare apprezzamento. Siamo vicini ai Besana e faremo di tutto per aiutarli». In questa direzione si stanno muovendo tutte le amministrazioni. 
Dalla Regione fino ad arrivare al Comune. Franco Bonardi è il presidente della Comunità montana della Valle Vigezzo: «Speriamo che la cosa finisca al più presto, vorremmo proprio che scivolasse nel silenzio. Abbiamo avuto già tante batoste per il turismo, basta pensare a frane e alluvioni. Da anni siamo impegnati a difendere la qualità della nostra zootecnia, non ci fermeremo. 
Ad aprile abbiamo inaugurato la nuova latteria sociale, mancava da anni. Turismo e agricoltura, per la nostra valle, sono complementari e vitali. Siamo certi che la gente che sceglie le nostre località non ci volterà le spalle».

21 maggio 2001


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