DOSSIER - " LATTE FRESCO"


14/3/2002 Sezione: Cronache italiane
INTERVENTO DEL MINISTRO DOPO UN ESPOSTO DEL CODACONS:
«VI INVITO A RISPETTARE LA LEGGE»

Il latte di otto giorni non è fresco

Diffida di Alemanno alle aziende produttrici 



ROMA - Se «mamma dice che è ancora fresco» all´ottavo giorno, non era fresco neanche al primo. 
O, perlomeno, non si poteva vendere con quella dicitura perché si trattava di latte microfiltrato, con scadenza a lungo termine. 

Una lettera diffida in tal senso è stata trasmessa dal ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, alle aziende produttrici che vengono sollecitate al «rigoroso rispetto» della normativa vigente, descritta nella legge 169 dell´89. Intervenendo alla conferenza economica di Confagricoltura, Alemanno ha annunciato di aver costituito, d´intesa con il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, una commissione di tecnici che avranno l´incarico di esaminare le caratteristiche del latte prodotto con procedimenti diversi da quelli definiti dalla legge in vigore e di valutarne le relative compatibilità. 

«La legge dell´89 - ha detto Alemanno - rappresenta la massima garanzia per il consumatore e, nello stesso tempo, la migliore tutela per la valorizzazione della produzione italiana». 
L'uso della denominazione «latte fresco» è, pertanto, riservato al prodotto che rispetta, rigorosamente, procedimenti e requisiti a norma. «Comunque - ha assicurato -, almeno in questa prima fase, non ci sarà una linea dura. 
Agiremo con la opportuna flessibilità per non creare danni. Il mio è un invito a rispettare la legge che c'è e, quindi, finchè non ci saranno nuovi atti e nuove circolari in materia non sarà possibile commercializzare questo tipo di latte come fresco». 

Contraria a eventuali ritocchi alla normativa si dichiara la Confederazione italiana agricoltori. «Giù le mani dal latte fresco - ammonisce il presidente, Massimo Pacetti -. Questo prodotto viene regolato da una legge valida che non va assolutamente toccata». 
La Cia si batte «per la difesa del latte fresco» e sostiene che non si può definire tale un prodotto che viene lavorato due volte e sottoposto a processi di microfiltrazione. «Vorrebbe dire - aggiunge Pacetti - prendere in giro i consumatori, alterare il mercato e danneggiare i produttori italiani». E conclude: «Una cosa deve essere, comunque, chiara: la qualità del latte si fa nella stalla e non attraverso i processi di trasformazione». 
Per meglio sottolineare il senso della rivendicazione, ieri mattina la Cia, insieme con Legambiente, ha offerto una prima colazione a base di biscotti e cappuccino davanti alla Camera, a parlamentari e passanti incuriositi: un banchetto allestito in piazza per degustare un autentico cappuccino italiano, preparato con caffè espresso e latte fresco. 
A difesa della legge, «che garantisce appieno la qualità assoluta del latte fresco pastorizzato italiano, vero e proprio fiore all' occhiello, in tutt´Europa, della nostra produzione», si è espresso anche il presidente della Commissione agricoltura della Camera, Giacomo De Ghislanzoni Cardoli. I Verdi, intanto, promettono battaglia. La senatrice Loredana De Pretis ha presentato un esposto all´Antitrust in merito alla turbativa di mercato e al carattere ingannevole della pubblicità di prodotti che usano, impropriamente, la dicitura "latte fresco". 

«L' inerzia e le divisioni del Governo sul problema - accusa De Pretis - stanno configurando un mercato nel quale i gruppi industriali dominanti possono stravolgere le regole stabilite e riscriverle a loro vantaggio, supportati dalla prepotenza di campagne pubblicitarie ingannevoli». La guerra del latte rischia di finire in tribunale. 
Il Codacons, infatti, ha presentato un esposto a 102 Procure della Repubblica di tutta Italia contro la Parmalat, l´azienda che produce il "Frescoblu", ipotizzando il reato di truffa in commercio. 

L' associazione dei consumatori ritiene, infatti, ingannevole la pubblicità del prodotto e chiede un intervento dell' autorità Antitrust affinchè ne blocchi la continuazione e stabilisca sanzioni nei confronti dell' azienda. 

Daniela Daniele 

14 marzo 2002


SALUTE - ALIMENTAZIONE

giovedi 14 Marzo 2002

La scienza aiuta a rendere duraturo il latte fresco
EUGENIO DEL TOMA

Il latte è un alimento talmente importante e simbolico che qualsiasi notizia lo riguardi è destinata a suscitare interesse e commenti anche fra i consumatori meno esperti di problemi nutrizionali o di igiene alimentare. Questa volta il motivo del contendere sta nella data di scadenza del "latte fresco pastorizzato" che dagli abituali quattro giorni potrebbe diventare di otto o più giorni, a seconda degli accorgimenti tecnologici adottati responsabilmente dai produttori.

Capisco che ripugni, al consumatore non particolarmente informato sulle moderne tecniche di microfiltrazione e di pastorizzazione, l’idea che il latte possa conservarsi fresco, ovvero sano e nutriente, per un tempo così sorprendentemente lungo. 
Eppure bisogna valutare le premesse scientifiche che spiegano questo miracolo tecnologico prima di criticare o di avanzare sospetti su un provvedimento che, a prima vista, sembra tutto e soltanto in favore dei produttori piuttosto che dei consumatori. 
Al riguardo non dimentichiamoci che proprio gli italiani sono stati i più restii a convincersi che un surgelato, prodotto a regola d’arte, può conservare dopo mesi più vitamina C dell’analogo prodotto "fresco", acquistato in un mercato cittadino dopo il lungo iter che va dal luogo di produzione ai mercati generali e via via fino ai mercatini rionali e quindi all’acquisto e all’ulteriore conservazione casalinga.
Il pregio del latte non è nel tempo che intercorre fra la mungitura ed il consumo quanto nell’igiene della raccolta e quindi nella bassa carica microbica del prodotto al momento in cui dovrà subire il trattamento termico di bonifica (pastorizzazione), più o meno blando proprio in rapporto all’igiene iniziale. 

La microfiltrazione ha il pregio di risanare il latte senza offenderne la freschezza e credo che nessuno possa avanzare critiche ragionevoli sull’uso di una specie di supercolino (un filtro a membrane con pori di diametro tale da bloccare le cellule somatiche e la quasi totalità dei batteri) che lascia via libera a tutti i nutrienti calorici e plastici del latte. 
Così microfiltrato il latte è risanato al punto che basterà poi una pastorizzazione molto blanda (quindi minore danneggiamento termico) a conservarlo anche per otto e perfino 15 giorni.

Di tutto questo è garante proprio lo scienziato che ci ha consegnato i metodi analitici più raffinati per identificare la vera freschezza del latte o le frodi delle mozzarelle fatte con polvere di latte, ovvero il professor Resmini Pier Paolo, Ordinario di Industrie Agrarie all’Università di Milano. 

Allora, perché insospettirsi e protestare quando il latte così trattato resta paradossalmente più vicino al gusto del latte fresco ed è igienicamente sano per un tempo più lungo dell’usuale. 
La spesa ormai settimanale nei supermercati ha spostato gli acquisti verso il latte UHT e non sarebbe male, invece, che quel residuo 16% di acquirenti di latte fresco pastorizzato venisse rinfoltito da altri consumatori che, proprio per una questione di tempi di conservazione, sono dovuti passare ad un latte molto più violentato dai trattamenti termici. 

Anche i più tradizionalisti debbono accettare il progresso, soprattutto quando concilia gusto, sanità e comodità d’uso, come nel caso del latte microfiltrato e pastorizzato.

14 marzo 2002


"Stop al latte fresco a lunga durata"

L'annuncio viene dal ministro Alemanno, che però lancia una possibilità d'intesa con le aziende. Parmalat: il nostro "Fresco Blu" rimane sul mercato, sospendiamo solo la microfiltrazione. 
di Giuseppe Marino 

NAPOLI – Il latte che dura fino a otto giorni non si può chiamare "fresco". E ora forse l’impaziente giovanotto dello spot del “Fresco blu” Parmalat, il latte che scade dopo otto giorni, potrà “far mandare dalla mamma” la ragazzina che ossessivamente continuava a ripetere dalla finestra che “è ancora fresco”. Il ministro per le Politiche agricole Giovanni Alemanno ha annunciato davanti alla platea della conferenza economica di Confagricoltura (non a caso, era tra le associazioni che aveva invocato il provvedimento), che “non è possibile commercializzare come latte fresco il latte microfiltrato”. 

Alemanno ha detto di aver inviato una lettera-diffida alle aziende produttrici, richiamandole al “rigoroso rispetto della legge 168/89”. L’Italia è infatti l’unico Paese europeo che definisce per legge cosa sia il latte fresco. E la norma in questione, secondo il ministro, rappresenta “la massima garanzia per il consumatore e, nello stesso tempo, la migliore tutela per la valorizzazione della produzione italiana”. 

Perciò niente da fare: il latte fresco è solo quello prodotto con le procedure rigorosamente descritto. All’interno della Parmalat c’è chi osserva che la legge parla di “filtrazione” per eliminare le impurità, quindi la microfiltrazione potrebbe rientrare nella fattispecie. C’è di mezzo però la produzione nazionale, che pure non copre tutto il fabbisogno italiano: il latte con scadenza a lungo termine viene prodotto in Germania. Alemanno comunque non sembra intenzionato ad andare al braccio di ferro: “Cercheremo di agire con la necessaria flessibilità”. 

Una posizione che alla Parmalat viene letta come una disponibilità a discutere. E in attesa che il patron Calisto Tanzi torni dal Sudafrica, dov’è al seguito di Azeglio Ciampi, l’orientamento è di valutare una possibile via d'uscita: Alemanno ha annunciato la costituzione di una commissione scientifica, di concerto con il collega alla Salute Girolamo Sirchia, per valutare la compatibilità con la legge del latte prodotto con procedimenti diversi. 

Parmalat ed Eurolat fanno sapere così che continuersnno a commercializzare il latte "Frescoblu" sospendendo soltanto per il momentanto la microfiltrazione in attesa del responso della commissione tecnica convocata dal ministro Giovanni Alemanno. 

La Parmalat potrebbe vagliare anche altre tecniche di produzione del latte che garantiscono una lunga durata utilizzate in America. "Una cosa è certa - dicono dalla sede milanese dell'azienda - Fresco blu piace ai consumatori". Insomma c’è la convinzione che, poiché il latte fresco che dura tanto c’è dappertutto e incontra il favore del mercato, difficilmente l’Italia potrà fare le barricate.

(13 MARZO 2002)


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