| Del 10/3/2002 Sezione: Speciali |
Italia senza «Ogm»? Deciderà il Parlamento Alemanno: la legge sulla tracciabilità entro l´anno |
inviato a VERONA Il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, punta ad un grande dibattito politico parlamentare che permetta di individuare la direttrice di marcia nel dibattito sul tema «Ogm free», coinvolgendo le forze politiche e sociali, le Regioni e i produttori. «Il mio orientamento - ha detto Alemanno intervenendo alla Fieragricola di Verona - è quello di tenere le coltivazioni di Ogm lontano dall'Italia, però è un orientamento che deve avere un riscontro a livello governativo e politico generale».
Intanto l´Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato con la Fao l'approvazione di nuovi principi per valutare gli alimenti geneticamente modificati. E qui si innesta il discorso sulla tracciabilità con un altro annuncio di Alemanno: «Abbiamo chiesto la delega al Parlamento, nel collegato agroalimentare alla Finanziaria, per definire la nuova normativa in proposito e credo che entro l´anno riusciremo sicuramente a vararla». Ma, a proposito di denominazioni, è ancora bollente la polemica sull´uso del termine «latte fresco», innescata la scorsa settimana con la contestazione da parte dei produttori agricoli del nome «Frescoblu» per un latte con conservazione di otto giorni, contro i quattro più uno previsti dalla legge. Una legge, che, ha chiarito Alemanno, «non si tocca». «Ci sono altri tipi di prodotti validi, utili e utilizzabili ma dovranno chiamarsi diversamente - ha detto il ministro - si tratta di stabilizzare le attuali regole e non di cambiarle. Questo è l' obiettivo che noi vogliamo raggiungere con una circolare a cui stiamo lavorando e che dovrebbe essere pronta a giorni». Una posizione apprezzata dall´Unalat, che esprime soddisfazione per gli interventi a difesa del latte fresco pastorizzato indirizzati ad evitare confusioni nei consumatori. Sull´assoluto rigore verso l´applicazione della legge fanno quadrato le organizzazioni agricole: «Non riusciamo a capire perché lo Stato non dovrebbe farla rispettare», afferma il presidente della Confagricoltura, Augusto Bocchini. Mentre il presidente della Confederazione italiana degli agricoltori, Massimo Pacetti, sottolinea: «La qualità del latte si fa nella stalla e non attraverso i processi di trasformazione». Le industrie leader del settore hanno affrontato la questione, sempre in occasione di Fieragricola, e si sono trovate d´accordo sull'ipotesi di rivedere la soglia di durata del latte per fronteggiare il calo dei consumi di latte. Ma il presidente della Granarolo, Luciano Sita, pur convinto che il latte fresco ottenuto in conformità con le leggi attuali potrebbe già durare qualche giorno in più, aggiunge: «Il tema della durata non può essere affrontato fino a quando ci sono produttori che, per ottenere l'allungamento della scadenza, ricorrono a procedimenti industriali invasivi che non corrispondono alle normative italiane, nè a quelle europee». Da Fieragricola arriva anche il profilo del settore tracciato dall´Istat sulla base dei risultati provvisori del censimento 2000. Le cifre evidenziano il fenomeno: le aziende agricole sono diminuite di circa il 13,4% rispetto a dieci anni prima e la superficie agricola, che nel '90 ammontava a circa i due terzi di quella nazionale, si è ridotta in dieci anni del 6,1%. A FIERAGRICOLA POLEMICHE E CONTI
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