DOSSIER - BIOLOGICO


PAGINA REGIONALE 
Animali allevati in stile biologico

Presto nuove aziende nella Val d’Aosta

Gianni Stornello
Anche in Valle d’Aosta ci saranno presto le aziende zootecniche «biologiche», dove gli animali saranno allevati con i metodi indicati dall’Unione europea. Questi metodi hanno una regola di base: le produzioni animali devono contribuire a creare rapporti di complementarietà tra mondo vegetale, animale e terra. Quindi non può esistere allevamento biologico senza terra, anche perché gli animali devono poter disporre comunque di un’area di pascolo. Le «disposizioni in materia di allevamento bovino, ovino e caprino dei loro prodotti derivati ottenuto mediante metodi biologici» - contenute in un regolamento che è stato discusso e approvato, nell’ultima seduta di marzo, in Consiglio regionale valdostano dopo che la Commissione Affari Generali ha proceduto alle audizioni di istituzioni e associazioni agricole, associazioni allevatori e quant’altro - si attengono bene a tali direttive. Infatti, trattando della nutrizione degli animali, la legge valdostana, all’articolo 8, precisa che «i sistemi di allevamento biologico devono basarsi in massima parte sul pascolo, tenuto conto delle disponibilità nei vari periodi dell’anno». E - aggiungono le disposizioni - «nella razione giornaliera degli animali, almeno il 60 per cento dev’essere costituita da foraggi grossolani e freschi, essiccati e insilati». Il principio generale è sempre quello che l’alimentazione degli animali deve avere lo scopo di ottenere produzioni di qualità e non di massa. Anche per questo, sono in ogni caso vietati alimenti e materie prime per mangimi ottenuti con l’impiego di Ogm (gli organismi geneticamente modificati). Un altro punto interessante contenuto nelle disposizioni dell’Ue riguarda l’uso dei medicinali veterinari. Nella zootecnia biologica per la cura degli animali si deve dare la preferenza ai prodotti fitoterapici e omeopatici rispetto agli antibiotici o ai medicinali allopatici ottenuti per sintesi chimica. E’ anche vietato usare antibiotici o altri medicinali allopatici per trattamenti preventivi, così come non si possono usare medicinali che stimolino la crescita degli animali, nonché ormoni o sostanze analoghe destinate a controllare la riproduzione. Sarà interessante vedere come verrà attuata la zootecnia biologica, anche perché il settore, soprattutto per la specie bovina, ovina e caprina, riveste un’importanza considerevole nell’economia valdostana, sia per l’occupazione che in termini di prodotto. I 40 mila bovini e i 7 mila ovi-caprini presenti in Valle producono in media ogni anno 500 mila quintali di latte, che viene poi venduto direttamente o trasformato in burro e formaggi, tra cui la rinomatissima e pregiata fontina, che è tutelata dal Consorzio. Agricoltura e zootecnia significano anche tutela dell’ambiente. La relazione che accompagna la legge ricorda che «la presenza degli animali sul territorio garantisce il mantenimento del corretto rapporto tra fasce boscate e pascolive, e contribuisce così alla salvaguardia del tradizionale equilibrio paesaggistico». Qualità del territorio che - ricorda ancora la relazione - oltre a essere un fattore di valorizzazione dei prodotti tipici e dell’economia rurale, può rappresentare un importante fattore di attrazione turistica e demografica.

03 aprile 2001


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