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Gli ‘Stati generali’ del latte
Prevale l’ottimismo: apertura tra Assolatte e Unalat
Prezzi, quote e divisioni. Con un imperativo a questo punto categorico: cercare strategie comuni per uscire dalla crisi. Una crisi che, ormai lo hanno capito tutti, colpisce a destra e a manca: senza distinzioni, senza guardare in faccia nessuno. Con questa consapevolezza, la Fiera internazionale del bovino da latte si appresta a vivere la sua giornata clou, il momento più qualificante, la mattina da non perdere. Appuntamento per sabato 30 ottobre, ore 9.30, Sala stradivari: quella più grande, quella deputata ad ospitare i convegni più importanti e, dunque, più partecipati. Per sabato sono convocati a Cremona, per la prima volta, gli Stati generali del latte: i rappresentanti della filiera a confronto, alla presenza del ministro Gianni Alemanno. Una novità nel tormentato panorama del settore lattiero-caseario che potrebbe porre le basi per una graduale ripresa.
Sabato mattina hanno assicurato la loro presenza: Gianni Alemanno (ministro delle polotiche Agricole), Augusto Bocchini (presidente Confagricoltura), Giorgio Musicco (vice presidente Associazione italiana allevatori), Paolo Bruni (presidente Federagri Confcooperative), Ernesto Folli (presidente Unalat), Cesare Baldrighi (presidente Consorzio di tutela Grana Padano), Antonio Auricchio (vice presidente Assolatte), Giuseppe Politi (presidente Confederazione italiana agricoltori), Sergio Nasi (presidente Anga-Lega Coop). Farà gli onori di casa Antonio Piva, presidente di CremonaFiere. Naturalmente, non è detto che da questa assise plenaria potrà uscire un documento unitario, una presa di posizione comune che dia avvio ad un percorso strategico per uscire da quella che è stata definita la peggior crisi degli ultimi cinquant’anni per la zootecnia italiana. Certamente, è comunque positivo che i rappresentanti della filiera lattiero-casearia si ritrovino attorno ad un tavolo. E’ la prima volta che accade: e il fatto che l’evento avvenga alla Fiera internazionale del bovino da latte suona come legittimo riconoscimento al ruolo centrale di Capitale che la Fiera di Cremona è riuscita a ritagliarsi nel corso degli anni. «E’ stato complesso -dice il presidente Antonio Piva- mettere insieme tante teste, ma alla fine ci siamo riusciti. La nostra speranza è quella di individuare strategie comuni per uscire dalla crisi, mettendo da parte le incomprensioni, per non dire le ostilità. Non dimentichiamo, poi, la grande distribuzione: dovremo fare i conti con questa realtà, ha una parte davvero importante nella definizione dei prezzi». Già, i prezzi. Questione delicata, che diventa delicatissima nei confronti del latte. Il cui prezzo di riferimento, nonostante la mediazione della Regione Lombardia attraverso la cabina di regia diretta personalmente da Viviana Beccalossi, manca da quasi due anni. Una delle ipotesi che maggiormente circolano è quella legata alla indicizzazione (legare il prezzo a un paniere di prodotti). Ma, quello che più conta è il clima diverso che si respira, proprio alla vigiliadegli Stati generali. «In effetti è cisì -conferma Ernesto Folli, presidente Unalat-. Recentemente c’è stato un incontro molto positivo con Assolatte: abbiamo verificato che finalmente ci sono le condizioni per collaborare e lavorare insieme per la difesa e la valorizzazione del latte italiano. Si tratta di una novità molto positiva, che apre scenari alquanto interessanti per il futuro dell’intero comparto». Insomma, tira un’aria nuovasul fronte produttori-trasformatori privati: un fronte che fino a ieri aveva lasciato sul terreno solo macerie. Gli Stati generali del latte sono il palcoscenico ideale per far marciare i progetti.
28 ottobre 2004
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