DOSSIER - "LATTE FRESCO"


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Comunicati stampa Ismea

Politiche Agroalimentari

Microfiltrato: le sentenze del Tar confermano la validità dell’azione Cia e della legge 169 sul latte fresco

Cia 25/02/2003

Le sentenze del Tar del Lazio sul latte microfiltrato confermano la validità dell’azione intrapresa a suo tempo dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e della legge 169/ 89 sul latte fresco.

La Cia, ricorda che intende valutare con la massima attenzione tutte le conseguenze che deriveranno dalle sentenze emesse dal Tar, sottolinea l’esigenza di arrivare al più presto, nella filiera di settore e con la pubblica amministrazione, a formulare precise regole che permettano la coesistenza sul mercato di diverse tipologie di latte.

Infine, la Cia ricorda che si batterà affinché sull’etichetta del latte sia resa obbligatoria l’indicazione dell’origine territoriale della materia prima utilizzata.


Confagricoltura su etichettatura e denominazione del latte fresco

Confagricoltura 19/02/2003

Può chiamarsi fresco solo il latte sottoposto esclusivamente al trattamento di pastorizzazione nel rispetto delle norme vigenti. E' questa la posizione della Confagricoltura ribadita oggi nel corso dell'audizione presso la Commissione agricoltura della Camera sulle nuove norme sull'etichettatura e denominazione del latte fresco. Confagricoltura è convinta che la tutela e la corretta informazione del consumatore non possano prescindere dal garantire al prodotto italiano di qualità una chiara ed univoca denominazione commerciale.

In questo senso è stata riconfermata la necessità di indicare in etichetta, anche attraverso la definizione della durata, la differenza qualitativa tra il prodotto pastorizzato e quello sottoposto ad ulteriori trattamenti. Solo in questo modo, secondo Confagricoltura, è possibile coniugare gli interessi del consumatore con quelli della produzione italiana di qualità.


Tracciabilità per garantire origine e qualità del latte fresco

Cia 19/02/2003

"La tracciabilità e l’origine dei prodotti alimentari legati alla qualità nel settore lattiero-caseario, in particolare per quanto riguarda il latte fresco, è un problema importante e, quindi, va affrontato con la massima attenzione, evitando che ulteriori ritardi finiscano per creare solo confusione tra i consumatori e danni per i produttori". E’ quanto ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Massimo Pacetti intervenendo oggi a Roma alla presentazione del "Disciplinare di tracciabilità di filiera del latte" realizzato per l’Unalat da primarie società del settore ed approvato dal CSQA di Thiene.

Soffermandosi sulla questione del latte fresco, il presidente della Cia ha sottolineato la necessità che su questa vicenda si arrivi al più presto ad una soluzione, in modo da garantire sia i produttori italiani che i consumatori. "Per questo motivo -ha aggiunto- chiediamo che sull’etichetta di tutte le tipologie di latte fresco venga indicata un’unica durata di scadenza non superiore ai sei giorni. Inoltre, sollecitiamo che sempre sull’etichetta venga resa obbligatoria l’indicazione dell’origine territoriale della materia prima".

"Abbiamo, pertanto, aderito con favore -ha detto Pacetti- all’iniziativa dell’Unalat in merito ad un progetto di tracciabilità ed azioni per il miglioramento qualitativo del latte alimentare italiano. Si tratta di un primo tassello di un programma di più vasta portata che offriamo sia alle istituzioni pubbliche che agli operatori privati e per il quale, assieme ad altre associazioni, abbiamo impegnato risorse e strumenti".

"Con il progetto -ha concluso il presidente della Cia- si offrono alle aziende supporti adeguati per implementare un sistema di autocontrollo, determinando al possibilità di costruire un sistema di filiera trasparente".


Alimentare: etichetta, un litro di latte su tre
e’ straniero ma non si vede

Coldiretti 19/02/2003

Una busta di latte alimentare su tre è confezionata in Italia, ma contiene prodotto importato dall’estero. Ai consumatori, però, non è dato a sapere perché l’etichetta non lo dice. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che in Italia sono state importati 1,6 miliardi di litri di latte destinati con il confezionamento e la trasformazione industriale a divenire miracolosamente "prodotti italiani", soprattutto latte ad uso alimentare ma anche formaggi e yogurth. Una mancanza di trasparenza che allarga la fetta di mercato del "falso Made in Italy" resa possibile - continua la Coldiretti - dalle colpevoli lacune della legislazione nazionale e comunitaria che condannano all'anonimato l'origine della materia prima agricola utilizzata negli alimenti e impediscono scelte di acquisto consapevoli da parte dei consumatori. Senza nessun pregiudizio sulle caratteristiche del prodotto è certo - precisa la Coldiretti - che è una cosa diversa da quella che il consumatore crede di acquistare sulla base delle indicazioni presenti nelle confezioni che si limitano ad indicare lo stabilimento nel quale viene effettuato il confezionamento o la trasformazione. Una situazione paradossale - conclude la Coldiretti - resa ancora più grave dalla incomprensibile mancata operatività, a sette mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 10 luglio 2002, del Decreto del 27 giugno 2002 sull’"etichettatura del latte fresco" emanato dal Ministero delle Attività produttive di concerto con le Politiche Agricole che prevede appunto l’etichettatura di origine obbligatoria per il "latte crudo". Per il Presidente della Coldiretti Paolo Bedoni "dopo l’etichettatura di origine per la carne bovina e per l’ortofrutta fresca è necessario che sia resa subito obbligatoria l'indicazione in etichetta dell'origine anche del latte utilizzato in tutti i prodotti lattiero-caseari, affinché non sia più possibile sfruttare l'immagine delle zone tradizionali di allevamento, ingannare i consumatori e danneggiare gli imprenditori agricoli nazionali con la presenza sul mercato di alimenti ottenuti con prodotti agricoli esteri non indicati in etichetta.

LE IMPORTAZIONI DI LATTE E DERIVATI IN ITALIA

*15,5 milioni di quintali di latte sfuso in cisterna;

*4 milioni di quintali di latte alimentare già confezionato;

*620.000 quintali di crema di latte sfuso, pari a 5,5 milioni di quintali di latte equivalente;

*1,6 milioni di latte concentrato pari a 20 milioni di quintali di latte equivalente;

*190.000 quintali di caseina pari a 5,5 milioni di quintali latte equivalente;

*3,5 milioni di formaggi pari a 34,3 milioni di latte equivalente;

*Formaggi: 347.178 tonnellate;

*970.000 quintali di yogurt pari a 1,1 milioni di quintali di latte e altre importazioni

TOTALE 87,3 milioni di quintali di latte importato (sotto forma di formaggi, panna, burro, latte alimentare etc etc)

Fonte: Elaborazione Coldiretti su dati ISTAT


Unalat presenta il disciplinare di tracciabilità di filiera del latte

Confagricoltura 14/02/2003

Mercoledì 19 febbraio alle ore 10 presso la Sala Civita a Piazza Venezia 11 a Roma verrà presentato il "disciplinare di tracciabilità di filiera del latte" realizzato per Unalat da primarie società del settore.

Sono previsti gli interventi dei Presidenti di Confagricoltura e - Augusto Bocchini e Massimo Pacetti - il Presidente di Ismea Arturo Semerari, il Presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti - in rappresentanza delle Associazioni dei Consumatori Federconsumatori Codacons e Adusbef - il Presidente della Commissione Agricoltura del Senato Maurizio Ronconi ed il Sottosegretario alle Politiche Agricole Teresio Delfino. Le conclusioni saranno affidate al ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno. I giornalisti sono invitati.


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