Politiche AgroalimentariLatte
fresco: la Cia torna in piazza in difesa di produttori e consumatori
Cia 16/04/2003Ancora una volta in piazza a sostegno del latte
fresco. La Cia-Confederazione italiana
agricoltori ha partecipato oggi,
all’iniziativa promossa a Roma in piazza Montecitorio
davanti la Camera dei deputati, dalle Associazioni dell’Intesa dei
consumatori (Federconsumatori, Codacons,
Adusbef, Adoc)
e dall’Unalat. Centinaia di litri di
latte italiano e rigorosamente fresco sono stati offerti ai passanti e
ai parlamentari. Con questa manifestazione si è inteso così
sollecitare le forze parlamentari a non stravolgere la legge 169/89,
quella, appunto, sul latte fresco. In particolare, è stato ribadito
che, nel rispetto delle procedure autorizzate dall’Ue,
non vi è alcuna preclusione all’impiego della microfiltrazione
nel processo di produzione del latte alimentare e che tale processo
non deve essere associato all’uso del termine “fresco”. Altro elemento cardine dell’iniziativa è che
il termine di scadenza proposto dal mondo
agricolo di sei giorni più uno dalla data del trattamento deve essere
uguale per tutti i tipi di latte denominati freschi. “Vanno ricordati gli sforzi, anche economici,
che i produttori italiani di latte -ha rilevato
il presidente della Cia Massimo Pacetti-
affrontarono per essere al passo con la legge del 1989. Per questo non
si deve permettere che una disposizione legislativa possa creare
squilibri. Del resto, è indispensabile che le regole in materia di
alimenti e delle relative norme commerciali tutelino
contestualmente consumatori e produttori. Ciò non avverrebbe qualora venissero
disattese dalle istituzioni le istanze che la Cia
ha portato anche oggi in piazza”. La Cia, d’altronde,
ha sempre chiesto trasparenza su una materia così delicata, certa che
il livello qualitativo del latte italiano è altissimo. E
lo è anche grazie alla legge 169, che può essere forse migliorata e
integrata, ma non va snaturata nei suoi fondamenti. Latte
fresco: consumo cala del 20% ma etichetta resta anonima
Coldiretti 16/04/2003A nove mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale avvenuta il 10 luglio 2002 rimane inapplicato
il Decreto del 27 giugno 2002 sull'"etichettatura del latte
fresco" emanato dal Ministero delle Attività produttive di
concerto con le Politiche Agricole che prevede
l'etichettatura di origine obbligatoria per il "latte crudo"
con riferimento territoriale della mungitura, l'obbligo di confezionamento
entro le 48 ore dalla mungitura e l'indicazione delle caratteristiche
nutrizionali del latte fresco commercializzato. E' quanto denuncia la Coldiretti
nel sottolineare gli incomprensibili ritardi della legislazione
nazionale che vanno subito colmati per assicurare la trasparenza
dell'informazione ai consumatori e garantire la genuinità, la qualità
e l'origine del latte fresco acquistato. L'incertezza normativa che si
è creata nei confronti della produzione e della commercializzazione
del latte fresco che condanna all'anonimato la provenienza del latte e
impedisce scelte di acquisto consapevoli da
parte dei consumatori - continua la Coldiretti
- è ancora più grave di fronte al brusco calo che si è verificato
nei consumi. Nell'arco degli ultimi cinque anni - precisa la Coldiretti
gli italiani hanno consumato a testa l'11%
di latte in meno (UHT e fresco), una percentuale che arriva al 19% se
si considera il solo latte fresco, per un valore che in assoluto è
sceso nel 2002 a 40,6 litri/persona per il latte totale e a 16,3
litri/persona per quello fresco. D'altra parte la tutela del latte
fresco passa anche attraverso una giusta remunerazione del lavoro
svolto dagli allevatori ai quali le imprese industriali - continua la Coldiretti
- stanno proponendo nella trattativa in corso una riduzione del prezzo
pagato alla stalla del 9 % rispetto allo scorso anno per un importo di
0,32 Euro/litro, circa un quarto di quello pagato dai consumatori nei
supermercati (1,29 Euro/litro) dove peraltro si stanno registrando
aumenti. Una situazione - continua la Coldiretti
- che spinge verso l'abbandono dell'attività di allevamento
in importanti aree del Paese e che rischia di privare molti cittadini
di un alimento indispensabile per la salute e la corretta
alimentazione. E nei confronti della quale la Coldiretti
e le Associazioni dei consumatori sono pronte a dare battaglia con
l'iniziativa di legge popolare sull'etichettatura obbligatoria di
origine di tutti gli alimenti affinché non sia più possibile
sfruttare l'immagine delle zone tradizionali di allevamento, ingannare
i consumatori e danneggiare gli imprenditori agricoli nazionali con la
presenza sul mercato di alimenti ottenuti con prodotti agricoli esteri
non indicati in etichetta. IL CONSUMO DI LATTE DEGLI ITALIANI NEL 2002 TOTALE (Milioni di litri) PER PERSONA (litri) Fresco 947.573 16,3 (- 19% rispetto al 1998) A lunga conservazione (UHT) 1.410.929 24,3 (- 4%
rispetto al1998) Fresco +UHT 2.358.503 40,6 (- 11% rispetto al
1998) Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Ismea/Ac-Nielsen 2002 |
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