DOSSIER - " LATTE FRESCO"


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In Parlamento: Camera - Commissione Agricoltura

7-00065 Franz: Sul termine di conservazione del latte fresco pastorizzato

Camera - Resoconto di mercoledì 6 marzo 2002

RISOLUZIONI - Mercoledì 6 marzo 2002.

Presidenza del presidente della XIII Commissione Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI. - Interviene il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali Gianpaolo Dozzo. 

La seduta comincia alle 16.10. 

7-00083 Preda: Sul termine di conservazione del latte fresco pastorizzato. 

(Discussione congiunta e rinvio). 

Le Commissioni iniziano la discussione delle risoluzioni in titolo. 

Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, avverte che le risoluzioni in titolo, vertendo sulla stessa materia, saranno discusse congiuntamente. 

Daniele FRANZ (AN), illustra la risoluzione di cui è primo firmatario, volta ad impegnare il Governo a vigilare affinché il latte commercializzato in Italia con la dicitura latte fresco pastorizzato, ovunque prodotto, rechi il termine di scadenza previsto dalla legge n. 169 del 1989. 

Nel sottolineare l'attualità della legge sopra richiamata, evidenzia l'assenza di una normativa comunitaria per il settore del latte, segnalando il rischio che il mercato italiano sia invaso da prodotti recanti etichette analoghe ma periodi di conservazione differenti, il che creerebbe una reale confusione nei consumatori. 

Dopo aver rilevato che la direttiva comunitaria n. 13 del 2000 è stata oggetto di un'interpretazione troppo estensiva, sottolinea l'esigenza che il Governo ribadisca nettamente la validità della normativa nazionale vigente in materia ed assuma una posizione forte in sede comunitaria, volta anche ad esportare il modello italiano, che tutela in misura maggiore i consumatori. 

Si augura, in conclusione, che le Commissioni diano un segnale forte al Governo nella direzione indicata. 

Aldo PREDA (DS-U), dopo aver sottolineato l'importanza del latte nell'alimentazione, 

ne ricorda il notevole volume di produzione, che ha contribuito in larga misura allo sviluppo della zootecnia, risorsa particolarmente importante in alcune zone scarsamente vocate per altri tipi di produzione. Ricorda inoltre come la filiera del latte sia la più organizzata dell'intero comparto agroalimentare. 

Ripercorre quindi le motivazioni che hanno condotto alla presentazione della risoluzione ed in particolare la recente commercializzazione di latte sottoposto a processi di microfiltrazione che comportano profonde manipolazioni del prodotto, in contrasto con la sua naturalità, nonché con le caratteristiche che il consumatore italiano pone in relazione con la dicitura "latte fresco pastorizzato" e che corrispondono a quelle previste dalla legge n.169 del 1989, basata su presupposti ancora del tutto validi che vanno confermati se si vuole davvero tutelare la buona fede degli acquirenti e le produzioni italiane di alta qualità. A tale scopo è necessario introdurre un divieto di commercializzazione del latte microfiltrato come latte fresco e prevedere un'etichettatura che ne esponga chiaramente le caratteristiche. 

Ritiene quindi che la circolare ministeriale n. 167 del 2001, alla quale si può ricondurre la situazione descritta nella risoluzione, debba essere revocata. 

In conclusione, afferma che la risoluzione di cui è primo firmatario non è in contrasto con quella presentata dall'onorevole Franz, ma si limita a portarne fino in fondo le conseguenze. 

Luigino VASCON (LNP), nell'esprimere soddisfazione per l'ampia convergenza sul tema oggetto delle risoluzioni in esame, sottolinea la necessità di una piena applicazione della legge n. 169 del 1989 e del rispetto del principio della trasparenza nella commercializzazione dei prodotti agricoli ed agroalimentari, secondo quanto stabilito anche da Agenda 2000. 

Dopo aver evidenziato l'esigenza di prestare grande attenzione all'etichettatura dei prodotti alimentari, rileva che, data l'importanza del latte per la salute umana, occorre prevedere adeguate garanzie per il consumatore. 

Auspica, in conclusione, che le Commissioni addivengano alla formulazione di una risoluzione unitaria, che recepisca i contenuti di entrambe le risoluzioni in discussione, a suo avviso ampiamente condivisibili. 

Giuseppe ROMELE (FI) osserva preliminarmente come le risoluzioni in esame, animate da uno spirito comune, stiano raccogliendo il consenso di tutte le forze politiche rappresentate nelle Commissioni e come su di esse concordi anche il gruppo di Forza Italia. 

Ricorda che le associazioni delle categorie interessate hanno manifestato all'unanimità forti preoccupazioni per la situazione venutasi a determinare di recente e sottolinea che il latte fresco con un limite di commercializzazione di quattro giorni rappresenta una delle eccellenze della produzione italiana la cui salvaguardia, affiancata alla tutela dei diritti del consumatore, non va confusa con l'assunzione di posizioni antieuropeiste. 

Luca MARCORA (MARGH-U), nel convenire sull'opportunità che le Commissioni approvino una risoluzione unitaria, rileva l'esigenza di contemperare i due principi fondamentali della libera circolazione dei prodotti all'interno dell'Unione europea e della tutela dei consumatori. Concorda, al riguardo, con l'onorevole Franz, il quale ha rilevato che, per realizzare il primo obiettivo, si è operata una forzatura della direttiva comunitaria. 

Dopo aver sottolineato che occorre rispettare i limiti stabiliti dalla legge n. 169 del 1989, giudica opportuno che la circolare ministeriale n. 167 del 2001 sia revocata, al fine di tutelare i consumatori. Rileva, infine, che le caratteristiche del latte fresco previste dalla legge sopra richiamata tutelano effettivamente il latte prodotto in Italia, e quindi l'intera filiera produttiva, che nel nostro paese è di grande valore. 

Il sottosegretario Gianpaolo DOZZO riferisce che la problematica in questione vede già impegnato il Governo nella ricerca di una soluzione che preservi l'impianto della legge n.169 del 1989, con la quale l'Italia ha precorso i tempi rispetto al resto d'Europa stabilendo parametri precisi in riferimento alla produzione e commercializzazione di importanti prodotti. 

Fermo restando che non è intenzione del Governo limitare la libera circolazione dei prodotti all'interno dell'Unione europea, afferma che le caratteristiche del latte fresco pastorizzato vanno mantenute, anche in considerazione del fatto che, come sottolineato da più parti, il consumatore italiano si attende di ritrovarle nel prodotto da lui scelto. Le legislazioni di altri paesi prevedono che sia il produttore ad indicare la data di scadenza, tuttavia prodotti ottenuti con procedimenti diversi da quelli previsti dalla legge n.169 dovranno essere commercializzati con una diversa denominazione, appunto allo scopo di non confondere il consumatore. 

Sottolinea come sia compito dell'Unione europea valutare i nuovi processi produttivi ed eventualmente ammetterli e regolarli. Chiarisce come il problema non sia rappresentato dalla salubrità dei nuovi prodotti, che non appare in discussione, bensì dalla necessità, che ribadisce, di garantire la scelta informata del consumatore attraverso adeguate etichettature e procedure di tracciabilità, aspetti ai quali il Governo sta dedicando forte attenzione. Sottolinea anche, su un altro versante, l'esigenza della tutela dei produttori, che nel tempo hanno compiuto grandi sforzi per migliorare la qualità del latte, a partire dalla continua selezione operata nell'allevamento. 

Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI, presidente, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta. 

La seduta termina alle 16.50.


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