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Comunicati stampa Ismea Mucca pazza: ancora giù gli acquisti di carni bovine Fuggono i consumatori soprattutto al Centro-Sud Roma, 7 dicembre 2000 (193) - Non si arresta la discesa dei consumi di carni bovine. Dopo il crollo di metà novembre, in piena crisi di "mucca pazza", i dati dell’Osservatorio Ismea-Nielsen hanno confermato, anche la settimana successiva, il trend negativo degli acquisti domestici. I risultati dell’indagine campionaria riportano infatti, nel periodo compreso tra il 20 e il 26 novembre scorsi, un calo del 6% rispetto alla settimana precedente, che si è andato a aggiungere al meno 31% di metà mese (la variazione è sempre su base settimanale). La situazione, tuttavia, sembra meno pesante del previsto per l’intero comparto delle carni. Nella settimana in esame, infatti, dai dati Ismea-Nielsen è emersa, in generale, una leggera ripresa dei consumi (+1% circa sulla distanza di sette giorni). A spingere sono state soprattutto le carni avicole che dopo il più 18% di metà mese hanno recuperato un altro 4% nella settimana dal 20 al 26 novembre. Bene anche le carni suine che alla crescita del 17% rilevata tra il 13 e il 19 novembre hanno affiancato un più 3,2% nella settimana successiva. Rispetto alla media di ottobre, intanto, i dati più recenti sui consumi di carni da parte delle famiglie italiane evidenziano un calo del 39% per i bovini, a fronte di un più 20% circa per pollame e suini. La "fuga" dalle carni bovine, confermata, oltre che da un calo dei consumi, da una brusca riduzione del numero degli acquirenti (-21% dal 13 al 19 novembre e -10% nella settimana seguente), è apparsa pressoché immediata al Nord, in concomitanza con il diffondersi dell’allarme "mucca pazza". In lieve ritardo invece il Centro-Sud, dove tuttavia il fenomeno ha assunto una dimensione più grave. |
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