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Più importante il rapporto di fiducia con i venditori Roma, 28 ottobre 2002 (148) - Cresce l'attenzione dei consumatori alle informazioni riportate sui prodotti alimentari, nonostante le scarse conoscenze di base e le difficoltà lamentate nella comprensione delle etichette. Secondo un'indagine Ismea sulla percezione del consumatore riguardo alla riconoscibilità del percorso produttivo del prodotto alimentare, si conferma l'interesse alla provenienza del prodotto e delle materie prime impiegate. Grandi attenzioni sono dedicate anche al prezzo e alla data di scadenza, oltre agli ingredienti e alle caratteristiche dietetiche e nutrizionali. L'importanza della provenienza geografica è emersa, in particolare, per carni e ortofrutticoli, mentre il grado di conoscenza sull'origine delle materie prime - secondo il consumatore - è maggiore attualmente per vini, carni, latte e uova, mentre è piuttosto carente per pasta e salumi. In linea di massima si riscontra una tendenza alla ricerca di maggiori e più precise informazioni nel caso dei prodotti trasformati, soprattutto in relazione alla composizione e ai metodi di produzione impiegati. Mentre relativamente alle diverse fasi della filiera produttivo-distributiva è inferiore, rispetto alla produzione, l’attenzione dedicata al trasporto, alla logistica e alla vendita finale. Una schiacciante maggioranza di consumatori si è espressa a favore dei prodotti alimentari provenienti da aree vicine a quelle di consumo (produzioni locali o per lo meno di origine nazionale). Un orientamento - spiega Ismea - che deriva da fattori di diversa natura, in parte di tipo emotivo/affettivo e in parte razionale. Significativo, al riguardo, è che i sistemi di controllo nazionali sono giudicati più avanzati rispetto a quelli di altri paesi, grazie anche a ispezioni più accurate e verifiche più frequenti. Oltre a rassicurare sul piano della qualità e della genuinità, il prodotto italiano suscita sentimenti di appartenenza e protezione. E' largamente diffusa, inoltre, la preoccupazione in merito ai possibili effetti negativi sulla salute dei prodotti transgenici (il fenomeno degli Ogm è associato specificamente agli Usa) e delle carni contenenti estrogeni e ormoni. Sul ruolo dei garanti, l'indagine Ismea ha evidenziato una maggiore fiducia verso le istituzioni pubbliche, le uniche - secondo il consumatore - deputate a garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari. Sarebbe opportuno però - sempre a giudizio dei consumatori - svolgere controlli incrociati e favorire sinergie e collaborazioni anche con privati, allo scopo di migliorare l'efficacia delle verifiche e di responsabilizzare anche produttori e distributori. Scarse e piuttosto vaghe, infine, le conoscenze in materia di certificazione, spesso confusa con i marchi privati e i prodotti Dop e Igp. Mentre sul terreno della tracciabilità la possibilità di ricostruire la storia di un prodotto per tutte le fasi del suo ciclo di vita richiede - secondo il consumatore - costi e tempi eccessivi in rapporto all’utilità del processo. La possibilità di disporre di un sistema di rintracciabilità degli alimenti, tuttavia, è percepita favorevolmente. Anche se in generale è più importante il rapporto di fiducia con il venditore. Il consumatore, in sostanza, preferisce delegare all'esercente, purché di un piccolo negozio tradizionale, conoscenze e controlli, nella convinzione - almeno secondo alcuni - che lo stesso venditore sia addirittura in grado di "tracciare" il prodotto, risalendo a tutte le fasi a monte del consumo finale. Redazione: Ufficio
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