La
Cia critica il provvedimento sull’etichettatura del latte fresco
Cia 29/05/2003La Cia-Confederazione
italiana agricoltori esprime il più netto
dissenso sul decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei
ministri in materia di etichettatura in particolare per quello che
riguardo il latte fresco. Infatti,
con il provvedimento, attraverso l’emanazione di un
semplice decreto, si dà la possibilità di modificare la
durata per alcune tipologie di latte, aggirando la stessa legge 169/89
che regola le norme, in particolare sul latte fresco. In questo
modo -avverte la Cia-
non si è tenuto conto
delle precise richieste di
modifica e di stralcio avanzate dalle commissioni parlamentari e
dall’intera filiera produttiva. Con il decreto legislativo -rileva la Cia-
si sviliscono così i contenuti della legge 169, che in questi anni ha
consentito ai produttori italiani di latte di migliorare i parametri
qualitativi del prodotto e ha promosso la consistente crescita sul
mercato del latte fresco pastorizzato di alta qualità. Quindi, come la Cia ha più volte sottolineato, l’utilizzo della denominazione latte fresco, secondo le regole dettate dalla legge vigente, vuol dire valorizzare il grande impegno professionale dei nostri allevatori volto a assicurare un prodotto ad elevato standard organolettico e nutrizionale e, nello stesso tempo, garantire i consumatori. |
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