Mense, la rivoluzione biologica è servita
Assegnato l'appalto per il 2002-2004. Si comincia il 18 febbraio e, da subito, di biologico non ci sarà soltanto l'ortofrutta, anche uova, pane e pasta. Nessun aumento per le famiglie. E lo yogourt si mangerà a merenda.
di Barbara Acquaviti
ROMA - Lunedì conchiglie al pomodoro, martedì fusilli, mercoledì tagliatelle prosciutto e piselli. E poi verdura, pane e frutta. Rigorosamente biologica. L'annunciata rivoluzione nelle mense romane comincia il 18 febbario. Conclusa la gara centralizzata per il periodo 2002 - giugno 2004, a gestire i pranzi degli alunni delle scuole capitoline saranno dieci diversi servizi di ristorazione che si sono aggiudicati gli undici lotti . E i costi, per le famiglie, non subiranno variazioni. Aumenterà, invece, la spesa per il Campidoglio che però, rispetto alle previsioni avrà un risparmio di oltre 3 miloni e mezzo di euro, poco più di sette miliardi di lire.
A differenza di quanto previsto, da subito non ci saranno soltanto prodotti ortofrutticoli biologici ma anche legumi, pane, pasta e riso, pomodori pelati e uova. E in alcuni casi anche le mozzarelle e la carne. Non ci saranno comunque bistecche di manzo. Sulle tavole, è vero, mancherà il latte. Ma soltanto perché il budino, lo yogourt o il dessert verranno serviti ai bambini a metà mattinata o nel pomeriggio per la merenda, anzicché a pranzo.
Si tratta, in totale, di circa 80mila pranzi giornalieri, a cui vanno aggiunti i 50mila assegnati da alcune scuole con gara autonoma. L'obiettivo è dunque quello della qualità. Le ditte hanno l'obbligo di inserire prodotti a Denominazione di origine protetta o con Indicazione Geografica Protetta. Non si saranno poi alimenti surgelati, a eccezione di piselli, fagilioni e spinaci che, per il loro potere nutritivo, sono stati giudicati indispensabili anche quando sono fuori stagione.
Il decentramento tanto sospirato dai Municipi, che si erano battuti per poter condurre in autonomia gli appalti, per il momento, passa soltanto attraverso la gestioni dei contratti e il monitaggio della qualità. Ma a supervisionare ci sarà anche una commissione mensa costituita in ogni scuola dai genitori eletti dai consigli d'istituto e dal Dipartimento capitolino che potrebbe affidare i controlli anche a una ditta specializzata.
Ma l'introduzione del cibo biologico a scuola vuole aprire la strada anche a una maggiore consapevolezza di quanto sia importante mangiare bene. Per questo saranno anche istituiti dei corsi di educazione alimentare. "Finalmente - dice l'assessore alla Scuola, Maria Coscia - diventà realtà il nostro obiettivo di migliorare il servizio offerto ai bambini delle scuole pubbliche romane. Le ditte vincitrici hanno dovuto superare un'agguerrita concorrenza, a vantaggio della qualità". La base d'asta prevedeva per il Campidoglio una spesa di 122 milioni di euro, il costo complessivo è invece stato di 119 milioni circa.
(7 FEBBRAIO 2002; ORE 14:15)
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