DOSSIER - "LATTE FRESCO"


Latte fresco, in Italia si paga a peso d’oro

di Massimo Nardin

PADOVA 2 novembre 2005.

Latte fresco: prezzi pazzi. In Europa, un litro costa mediamente la metà rispetto all’Italia. E’ la «guerra del latte», ma sui banconi del supermarket. Un litro di latte fresco costa 1,3-1,4 euro. Il doppio rispetto alla Germania. Produttori e associazioni di categoria del mondo agricolo sono pronti a dare battaglia per salvare il proprio reddito. Dopo mele e vino, sulle tavole dei padovani il latte fresco parla sempre più tedesco: solo nell’ultimo anno le vendite di latte di origine tedesca, presente soprattutto nei discount stranieri, sono lievitate del 35%. E alla beffa dell’invasione del made in Germany che fa crollare le produzioni locali si aggiunge quella legata al vertiginoso caro-prezzi di uno degli alimenti più consumati dagli italiani. Un litro di latte costa in Germania 0,35 centesimi alla produzione e 0,70 nei negozi. In Italia lo stesso importo stabilito dall’Unione europea sul piano della produzione, ma quadruplica nel passaggio sul banco al dettaglio.

Scandalo del latte. A denunciare lo scandalo, che intacca anche altri prodotti agroalimentari e ortofrutticoli di larghissimo consumo, è la Confederazione italiana agricoltori di Padova, pronta a scendere verso Bologna per la mobilitazione nazionale del comparto agricolo. Basta dare un occhio a questa ipotetica borsa della spesa per rendersi conto che qualcosa non va, nel nostro Belpaese. Se il prezzo del latte all’origine è stabilito dall’Unione europea, tutto cambia quando è il consumatore finale a sborsare i quattrini. Nei negozi di Germania, Francia e Spagna, il tariffario oscilla di pochi centesimi ed è praticamente il doppio rispetto alla stalla. Nulla a che vedere con i prezzi medi del latte di marca italiano, la cui media di vendita al dettaglio è pari a 1,35 euro al litro. Cioè il 395% il più.

Follie del carrello. La realtà è sotto gli occhi di tutti. In Italia i prezzi di quasi tutti i prodotti agroalimentari e ortofrutticoli sono nettamente superiori rispetto all’estero. La carne per insaccati, che in Italia costa 1,20 euro al chilo all’origine per poi schizzare a 2,50 euro al consumo, in Francia costa un po’ più all’origine (1,35 euro) ma ben 30 centesimi in meno al cittadino. Ancora meglio in Germania e Spagna: 2 euro al chilo in negozio. Anche l’insalata gentile è soggetta a strane performances: se in Italia il prezzo di vendita medio all’origine viaggia attorno a 0,28 centesimi il chilo (contro gli 0,40 di Francia, 0,35 di Germania e 0,30 della Spagna), il consumatore finale deve sborsare 1,50 euro: addirittura 60 centesimi in più rispetto allo stesso quantitativo venduto in Germania. Per non parlare delle mele: un produttore di casa nostra incassa non più di 30 cents contro i 45 del collega tedesco e i 40 del francese. Uno smacco notevole, cui si deve aggiungere quello derivante dal passaggio ai listini finali della catena di vendita. Sulle cassette del fruttivendolo, un chilo di mele viene venduto a non meno di 1,30 euro a Padova contro la media di 1,10 euro in Germania e 0,80 in Spagna.

Latte in polvere alle stelle. Le mamme si pongono questa domanda senza trovare soluzione: perché mai in Italia i prezzi del latte in polvere sono nettamente superiori rispetto all’estero? A Padova, sborsano anche 40 euro per una confezione da 900 grammi, rispetto ai circa 25 euro degli altri Paesi europei. Le accuse, in particolare, si riferiscono soprattutto all’alto prezzo di vendita - rispetto alla media europea nel canale farmaceutico - del latte di partenza e di quello di proseguimento: nel primo caso, il prezzo è stato maggiorato del 150% con punte di oltre il 300%; nel secondo caso, il costo era come minimo il doppio, ma in alcuni casi sfiorava anche il 200%.

Cia in rivolta. Da tempo la Cia di Padova denuncia gli abnormi aumenti del prezzo del latte nel suo percorso dalla stalla al biberon: «E’ vergognoso trovarsi di fronte a rincari di oltre 12 volte superiori rispetto al prezzo di partenza - attacca Daniele Toniolo, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Padova - ma la situazione di grave allarme sul fronte dei prezzi dilaga ormai ovunque. E’ sempre più chiaro a tutti che l’allargarsi della forbice dei prezzi non ha alcuna giustificazione, e la colpa non è a questo punto né dell’euro, né solo del caro-benzina. Altrimenti perché in Francia e Germania la catena di vendita riesce a contenere meglio i costi?». L’ombra di chi specula rifà capolino sul mercato padovano e nazionale. 


torna a
DAIRY NEWS SELECTION