DOSSIER MUCCA PAZZA


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MUCCA PAZZA - ma la Svezia ci pensò nel 1986
di Luca Carra e Gian Galeazzo Riario Sforza

Dai controlli effettuati finora, le mucche svedesi non sembrano essere interessate all'epidemia della mucca pazza, che invece si sta estendendo al resto d'Europa. Il merito, secondo gli esperti del settore, deve essere attribuito alle misure anti epidemia, prese per tempo e fatte rispettare. Infatti, mentre nel 1986 l'Europa guardava quasi con ironia i primi casi di vacche folli che via via si stavano scoprendo in Gran Bretagna, la Svezia vietava l'uso di cervello, occhi e midollo spinale nella produzione di farine animali. E l'anno dopo il paese nordico proibiva severamente ai suoi allevatori di usare farine animali per nutrire il bestiame destinato alla produzione di latte. Già all'inizio degli anni Novanta questi alimenti non erano più usati neppure per l'alimentazione di buoi e vitelli destinati a diventare bistecche. A distanza di 15 anni dai primi divieti, quella ricetta sembra aver funzionato, perché lo stesso rapporto dell'Unione Europea, che pone l'Italia fra i paesi a rischio, mette la Svezia fra quelli in cui la presenza di encefalopatia spongiforme bovina è altamente improbabile.

(08.02.2001)


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