CON LA DURATA DEL LATTE FRESCO
AUMENTA LA DOMANDA DI SPAZI REFRIGERATI
Come da tempo succede nel resto d’Europa, la durata del LATTE FRESCO potrà estendersi anche in Italia, verosimilmente a breve, per più dei quattro giorni attuali.
Precursori di questa evoluzione sono stati il LATTE SUPERPASTORIZZATO ed il LATTE MICROFILTRATO che, a nome di note marche italiane del settore,
sono stati prodotti e confezionati in Germania dove il latte, notoriamente, costa molto meno.
Più che giustificate sono, infatti, le perplessità da parte di molti Produttori e Operatori
italiani del settore che sul LATTE FRESCO hanno sempre fondato le proprie strategie distributive e di servizio facendone un vero e proprio veicolo per
molti prodotti di gamma.
Con l’estendersi della durata del LATTE FRESCO, infatti, avverrà una vera e propria rivoluzione nel sistema distributivo italiano, dal trasformatore al singolo punto di vendita, con inevitabile nuovo impulso allo sviluppo della Distribuzione Organizzata: al servizio offerto ai punti di vendita,
in gran parte controllato dalle Centrali del Latte, si verrà a sostituire sempre di più
la capacità logistica della Distribuzione Organizzata che può normalmente disporre di maggiori strutture e spazi refrigerati attrezzati.
Le Centrali del Latte, di conseguenza, dovranno sviluppare nuove strategie per cercare di mantenere il controllo del proprio mercato e, in particolare, offrire maggiori servizi nei riguardi del dettaglio tradizionale che più soffrirà, insieme a loro, della nuova evoluzione.
Che cosa succederà, infatti, quando il LATTE FRESCO potrà essere
distribuito con una frequenza di 2 o 3 volte alla settimana invece delle
5/6 attuali, così come sembra si orienteranno le maggiori imprese del settore?
Il primo impulso, traumatico,
sarà quello di cercare di ridurre i costi distributivi ridimensionando il proprio parco macchine (ed i relativi dipendenti).
Di conseguenza, si dovranno raddoppiare gli investimenti dedicati agli spazi refrigerati attrezzati
sia nei propri magazzini, sia in quelli dei punti di vendita … compresi gli spazi espositivi!
Detto così sembrerebbe tanto semplice. In realtà, nel breve periodo se questa è la tendenza, si dovranno assorbire maggiori costi e maggiori investimenti con grande difficoltà nel riversarli al consumo poiché il prezzo del LATTE FRESCO sarà destinato inevitabilmente a contrarsi grazie (o per colpa)
alla maggiore concorrenza: aumenterà l’area distributiva a parità di punti vendita coperti; aumenterà il numero di marche presenti nella propria area distributiva;
prenderanno più vigore le marche private della Distribuzione Organizzata; aumenteranno i costi pubblicitari a sostegno
dei marchi.
Ma come diceva un saggio: “ad ogni problema corrisponde un’opportunità”
Se si tiene bene presente che la cosa più importante per tutta la filiera del latte, dal produttore al punto vendita, è
quella di mantenere viva la tradizione e le modalità di consumo del LATTE FRESCO,
con particolare riferimento alla frequenza d’acquisto che permette di dare impulso alla rotazione finanziaria dei
prodotti, è ovvio che la tendenza ad aumentare la vita del prodotto sugli scaffali di vendita riducendo il numero delle consegne al punto di vendita sarebbe decisamente contraria all’interesse di tutti: minore frequenza d’acquisto; maggiore investimento in prodotti giacenti nei
magazzini; minor reddito conseguente..
Se questi sono i problemi, quali potrebbero essere le opportunità?
Mantenere per quanto è possibile la stessa frequenza (anche giornaliera) di consegna dei prodotti freschi esaltando il servizio in quanto questo contribuisce decisamente alla rotazione dei prodotti nei punti
di vendita .. forse anche di più di una pubblicità indiscriminata
(esemplare è il sistema delle piattaforme logistiche in Germania).
Esaltare maggiormente la “freschezza del prodotto” magari
apponendo sulle confezioni, evidenziandola, anche la data di confezionamento, assecondando così la più preziosa tendenza tradizionale al consumo che vede ancora sensibile il consumatore all’acquisto del prodotto “appena munto”
(la maggior durata del prodotto andrebbe offerta come una maggiore
sicurezza per il consumatore, non certo per fermare il prodotto nei
magazzini o sugli scaffali).
Puntare sulla tracciabilità e rintracciabilità del prodotto basate sui controlli di filiera e pubblicizzarle come
parte integrante la qualità offerta (moglie, latte e buoi .. dei paesi tuoi).
Sviluppare e consolidare ulteriormente nuovi canali di vendita (panifici –
negozi di frutta e verdura) favorendo la preziosa associazione di “fresco con fresco”.
Promuovere, assecondandola, la soluzione dei problemi dei propri Clienti aiutandoli ad investire razionalmente in spazi refrigerati attrezzati e, in particolare,
per quanto riguardo gli spazi espositivi che rimangono
gli unici decisivi per la vendita.
Su quest’ultimo punto la
Frescoop, con la sua esperienza
ventennale in qualità di mandataria d’acquisto per le attrezzature refrigerate a favore di molte Centrali del Latte
(è a tutti nota l’evoluzione positiva delle vendite del latte fresco presso i negozi
panifici e di frutta & verdura, grazie proprio agli investimenti diretti fatti dalle Centrali del Latte in banchi refrigerati
espositori e nella distribuzione di prodotti di "quarta gamma"), ha preparato una proposta/servizio che non mancherà di rinnovare l’attenzione da parte degli Operatori di settore.
La nuova Convenzione Frescoop offre:
La possibilità da parte della Centrale del Latte di
promuovere la vendita di banchi refrigerati per facilitare gli investimenti da parte dei punti
vendita, cercando di essere coinvolti
finanziariamente il meno possibile;
Una gamma più vasta di
attrezzature refrigerate necessarie ai punti vendita in quanto le esigenze non sono solo quelle espositive dei prodotti lattiero-caseari, ma riguardano anche altri prodotti ed
i piccoli spazi disponibili nei retronegozi;
Attrezzature semplici, modulari e adattabili a spazi ristretti che richiedano un minimo impegno per l’installazione e la manutenzione, da potersi quindi eseguire in piena autonomia in quanto assimilabili a quelle di un elettrodomestico;
Organizzare consegne dirette anche di una singola
unità destinata al punto vendita;
Consulenza e assistenza telefonica di prevendita e postvendita diretta con i negozianti;
La Frescoop è pertanto
pronta ad inviare proposte personalizzate, materiale illustrativo e listini convenzionati per attrezzature refrigerate da offrire alla propria clientela.
03/05/2003 -
Rispondo da "consumatore" più che da ricercatore. Istintivamente penso che
"fresco" significhi appena colto, o appena prodotto e cioè, per il latte,
appena munto. Anche se sicuramente l'attuale latte fresco prodotto con le moderne
tecnologie dura molto più a lungo di prima, credo che non sia opportuno
prolungarne eccessivamente la vita commerciale, anche se per alcuni consumatori è certamente più comodo.
Roberta Lodi
Primo Ricercatore
ISPRA / CNR - Milano
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01/04/2003 -
Penso che se è provato che le caratteristiche organolettiche non variano, si possa estendere la scadenza a più giorni.
Non sono poi ancora riuscita a capire se la diatriba sul latte microfiltrato sia più legata ad interessi economici o alla preoccupazione per la salute del consumatore (io sarei ben contenta di poterlo comprare al supermercato risparmiando un pò rispetto alla cresta che il fornaio fa sempre sul litro di latte gionaliero che compro!!!) -
firmato S.L.