Mucca
pazza, vertice Ue sul piano anti crisi
Attesi
per oggi i responsi sugli ultimi due casi sospetti scoperti in Friuli e in
Puglia. Il presidente dei giovani macellai: dopo l’ondata emotiva, il
peggio sembra passato
ROMA - Oggi ci sarà la conferma ufficiale del caso di Mucca pazza
nell’allevamento friulano di Bicinicco. Ma, soprattutto, di quello
dell’azienda biologica «Fornarello», situata fra i comuni tarantini
di Castellaneta e Laterza: dal Centro nazionale di studi e ricerche
sull’encefalopatia spongiforme bovina di Torino arriveranno le
risposte definitive e non sembrano esserci dubbi sulla positività dei
test. E sempre oggi, appuntamento importante a Bruxelles, dove il
commissario Ue Franz Fischler presenterà il piano in sette punti per
cercare di fronteggiare l’emergenza Bse. Giorno dopo giorno, malgrado
le rassicurazioni del ministro della Sanità Umberto Veronesi, aumentano
le diagnosi del morbo sugli animali sparsi nelle stalle italiane, che
dovrebbero così salire a cinque. E, se nel nostro Paese si continua a
minimizzare sulla gravità della situazione, all’estero le cose vanno
in maniera diversa: negli Stati Uniti i produttori di mangimi animali
applicheranno in tempi rapidi misure più severe per rafforzare la
prevenzione contro la malattia che ha messo in ginocchio il mercato
delle carni.
MANGIMI NEGLI USA - Dagli Stati Uniti parte dunque la nuova offensiva
per tentare di porre un freno al dilagare di Mucca pazza.
L’associazione che raggruppa le oltre 250 industrie dei mangimi (Afia)
ha sollecitato le aziende a tenere lontani dagli impianti tutti i
prodotti che contengono derivati da bovini e ovini. Il provvedimento va
al di là delle disposizioni americane che già adesso proibiscono di
nutrire vacche e maiali con preparati contenenti questo tipo di
alimenti. L’Afia, adesso, vuole addirittura eliminare qualsiasi
potenziale contatto tra i mangimi e i macchinari con cui essi vengono
realizzati.
IL CASO PUGLIESE - Nel nostro Paese non siamo ancora a questi livelli di
precauzione. Ma, se i casi si moltiplicheranno, è possibile che ci si
arrivi. La Mucca pazza segnalata in provincia di Taranto, la prima al
Sud, riguarda una razza bovina, la Brunalpina, finora esente da
problemi. E una ulteriore conferma sulla «non negatività» agli esami
anti-Bse, già accertata dall’Istituto zooprofilattico di Foggia,
costituirà un nuovo, preoccupante campanello di allarme. I carabinieri
hanno sequestrato l’allevamento in cui ci sono 62 vacche da latte e
prima della fine della settimana dovrebbero essere completate le analisi
sui campioni di mangime prelevati dall’azienda agricola. La «Fornarello»
produce da due anni frumento e cereali con tecniche biologiche, mentre
l’allevamento viene alimentato con mangime ottenuto mescolando questi
prodotti con il nucleo proteico vegetale acquistato da ditte del Nord.
Il sindaco di Castellaneta, Rocco Loretto, per evitare problemi, ha
bloccato la fornitura di latte della «Fornarello» a un caseificio di
Crispiano, in provincia di Taranto.
IL PIANO EUROPEO - Il piano europeo, che verrà discusso oggi, punta a
porre rimedio alle forti eccedenze di produzione di carne previste nel
2001, e a limitare la produzione degli anni successivi. Le cifre:
verranno stanziati altri 300 miliardi di lire sul bilancio agricolo di
quest’anno e oltre 2 mila miliardi su quello del 2002. Ma non
mancheranno le polemiche. Il ministro delle Politiche agricole Alfonso
Pecoraro Scanio presenterà la richiesta di varare norme comuni per
tutti i Paesi nella lotta contro la Bse. Secondo Pecoraro Scanio, «non
possiamo più consentire che vengano concesse deroghe su base geografica
con discriminazioni fra Stati membri, né che sugli abbattimenti le
ragioni sanitarie siano diverse nei vari Paesi».
Il presidente dei giovani macellai della Confcommercio, Stefano Casella,
si augura, invece, che la tempesta sia ormai alle spalle. «Spero che,
dopo l’ondata emotiva abbattutasi sui consumatori, il peggio sia
passato», ha detto ad Ancona durante una grigliata in piazza. Per
Casella, comunque, «dopo Mucca pazza e il vino al metanolo, bisogna
fare un discorso globale sul fronte della sicurezza alimentare».
Flavio Haver
26 febbraio 2001
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