DOSSIER MUCCA PAZZA


Mucca pazza, più casi del previsto

Bistecca con l'osso: decisioni Ue rinviate a lunedì

Veronesi: due capi malati, è preoccupante. La Corte dei Conti: chi ha sbagliato pagherà

ROMA - Non siamo a livello di altri Paesi europei, «ma due casi positivi su circa 9.000 test rappresentano un dato preoccupante, è inutile nasconderlo. E’ una cifra superiore a quella che si poteva attendere». Nessun allarmismo, ma il ministro della Sanità Umberto Veronesi, non nasconde la sua apprensione. «Per capire l’andamento dell’infezione dovremo attendere almeno 50.000 analisi, ma per uscire da questa emergenza ci vorranno dai due ai cinque anni». Mentre la Corte dei Conti avvia accertamenti sui possibili danni erariali, a Torino prosegue l’inchiesta sulle eventuali omissioni nell’emergenza. Un sospetto che il ministro respinge categoricamente: «Sulla Bse abbiamo seguito le regole europee. Anzi, alcuni nostri provvedimenti hanno anticipato quelli di altri. Appena diventato ministro, mi sono subito buttato sul problema Bse. Siamo stati i primi a introdurre test obbligatori per gli animali con più di 24 mesi. La grande svolta arriverebbe con la messa a punto del test su animali vivi, ma purtroppo siamo ancora lontani». Nessuna speranza invece per gli allevatori: «Le mandrie sospette vanno abbattute. Dispiace, ma dobbiamo evitare qualsiasi rischio».


LA CORTE DEI CONTI- I magistrati contabili dovranno verificare se l’emergenza «Mucca pazza» sta provocando danni erariali. Il procuratore Vincenzo Apicella ha «allertato» gli uffici distaccati chiedendo di accertare gli eventuali «danni all’immagine dello Stato provocati da questo scandalo», ma soprattutto se i rimborsi per l’abbattimento dei bovini potevano essere evitati con controlli più tempestivi e accurati. «Chi ha sbagliato - avverte - dovrà pagare». Quello delle eventuali omissioni compiute dai vertici del ministero della Sanità è proprio il filone seguito dal magistrato torinese Raffaele Guariniello e si concentra sulle direttive emanate e sull’attività del settore veterinario guidato dal professor Romano Marabelli, che ha già fatto sapere di essersi rivolto a un legale.


LE INCHIESTE - Anche la procura di Roma ha chiesto notizie ai carabinieri. La decisione sull’apertura di un’inchiesta sarà presa nei prossimi giorni, ma già si profila un conflitto di competenza proprio con Torino. Così come già avvenuto in passato per altre indagini, i pubblici ministeri capitolini potrebbero chiedere gli atti per competenza. Ma difficilmente riuscirebbero a spuntarla. Il lavoro di Guariniello è già in fase avanzata. Il magistrato ha raccolto centinaia di documenti, ha ascoltato decine di testimoni. E le indicazioni portano a ritenere che il problema potrebbe essere stato sottovalutato. L’omissione dei controlli riguarda i test sui bovini, ma anche l’utilizzo delle farine di carne. Nonostante il divieto del 1994, in questi anni numerosi allevamenti avrebbero continuato a inserirle tra i mangimi. E nel 1998 sarebbe stato proprio Marabelli a sollecitare l’introduzione di un «livello di tolleranza».


I SEQUESTRI- Sull’uso di mangimi e medicinali continuano a indagare i carabinieri del Nas. L’ultimo allarme arriva dalle Marche. Sono già un centinaio, e il loro numero è destinato a crescere, i bovini posti sotto vincolo sanitario dopo la scoperta di tracce di ossa di mammiferi in una partita di mangime sequestrata in un'azienda del Maceratese.

Fiorenza Sarzanini

 
26 gennaio 2001

Mucca pazza: decisioni Ue rinviate a lunedì

Il vertice dei ministri deciderà sulla bistecca con l’osso
In Italia nuovi sequestri di mangimi con farine animali

ROMA - Continua l’allarme in tutta Italia a causa del morbo della mucca pazza. Si sono susseguite nella giornata di oggi le operazioni di sequestro di tonnellate di farine animali, mentre in Sicilia carabinieri dei Nas (nucleo anti sosfisticazione) hanno posto sotto sequestro dieci capi di bestiame in una stalla di Altofonte, a quindici chilometri da Palermo, dopo i 190 già sequestrati a Mezzojuso (Palermo).
Gli animali, secondo gli investigatori, erano privi di certificati medici.

«FIORENTINA», DECISIONE ATTESA PER LUNEDI’ - Intanto il Comitato veterinario della Ue, riunito in Svezia, ha deciso di rimandare ai politici l’eventuale scelta di vietare o meno la commercializzazione della bistecca con l’osso, limitandosi a presentare le possibili opzioni sul tavolo dei ministri dei Paesi Ue che si riuniranno lunedì a Bruxelles. Il menù dell'attesissimo consulto è ampio, così come le soluzioni possibili: ma non è affatto escluso - secondo fonti Ue - che l'incontro si chiuda senza un approccio comune, lasciando ai singoli governi la libertà di varare ulteriori provvedimenti di tutela dei consumatori.

Il commissario europeo alla Sanità, David Byrne non porterà sul tavolo dei ministri alcuna proposta preconfezionata. L'esecutivo Ue illustrerà un rapporto aggiornato sulla situazione «mucca pazza» nei 15 Paesi: particolare attenzione sarà data all'andamento dei test obbligatori scattati dal primo gennaio sui bovini di età superiore ai 30 mesi e sull'eliminazione delle farine animali, bandite fino al 30 giugno.

NODO DA SCIOGLIERE - Il nodo principale è quello della colonna vertebrale dei bovini oltre i 12 mesi, che secondo il Comitato «dovrebbe essere considerata a rischio» in determinati casi. L'eventuale verdetto sulla bistecca con l'osso dipenderà proprio da una valutazione comparata tra i rischi (ritenuti bassi) di una diffusione del morbo tramite i gangli dorsali e le imponenti conseguenze di una messa al bando della colonna vertebrale sul processo produttivo e distributivo della carne.

RICHIESTA DI NUOVE RISORSE
- Parallelamente alle questioni sanitarie non potranno essere ignorati i riflessi economici della crisi.
Ma Bruxelles ha replicato che nel bilancio comunitario non esistono più spazi per recuperare risorse. Il margine di circa un miliardo di euro (poco meno di 2000 miliardi di lire) disponibile nel budget 2001 è stato infatti già destinato a coprire le misure scattate per far fronte all'ultima ondata della crisi.

IMPICCATO UN COMMERCIANTE DI BOVINI
- Intanto in Germania un commerciante tedesco di bovini si è impiccato in un macello di Ratisbona (Baviera), disperato per la chiusura del mattatoio dovuto alla crisi della mucca pazza. Lo ha rivelato il quotidiano tedesco «Die Welt». L'uomo, 43 anni, padre di tre bambini, è stato ritrovato morto vicino a una bilancia per la pesa delle mucche all'indomani della chiusura del mercato dei bovini, che si svolgeva ogni settimana nel mattatoio.


27 Gennaio 2001

per aggiornamenti sul morbo della "mucca pazza" bse:

L'ENCEFALOPATIA SPONGIFORME DEI BOVINI 

The Official Mad Cow Disease Home Page


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