DOSSIER MUCCA PAZZA    DOSSIER - BIOLOGICO


Ue, in sette punti la ricetta per battere Mucca pazza «Puntiamo sul biologico»

Italia: eseguiti oltre 19 mila test

Importazioni di carne europea vietate in Usa Ue: non torneremo ai consumi di un tempo

DAL NOSTRO INVIATO
BRUXELLES - Il ministero italiano della Sanità ha ufficializzato che, dopo circa 19 mila test rapidi effettuati sui bovini, quello della cascina Malpensata continua ad essere l’unico caso di morbo della Mucca pazza (Bse) individuato in Italia. Ma in Europa la diffidenza dei consumatori continua a provocare il crollo del consumo di carne rossa. Il commissario per l’Agricoltura dell’Unione europea (Ue), l’austriaco Franz Fischler, ha annunciato davanti all’europarlamento di Strasburgo un piano d’emergenza in sette punti che si propone proprio di arginare questa grave crisi di mercato: soprattutto puntando sul rilancio degli allevamenti basati su metodi naturali e «biologici». Il modo in cui il pericolo Bse è stato gestito dall’Ue e dalle Autorità dei Paesi membri sembra infatti aver generato una diffidenza difficile da superare. Al punto che ieri gli Stati Uniti hanno bloccato con decorrenza retroattiva al 9 febbraio l’importazione dall’Europa di carne di ruminanti e dei suoi derivati.
Prendendo atto di questa realtà, la Commissione presieduta da Romano Prodi ha proposto una strategia anti-Bse in due fasi. Innanzitutto si impegna a disincentivare la produzione di carne ottenuta con i metodi attuali, tentando di ridurre la crescente quantità da considerare ormai invendibile, almeno nel breve periodo. Fischler ha poi ammesso: «Noi partiamo dall’ipotesi che la domanda, dopo questa crisi, non tornerà più ai livelli precedenti». Così la Ue intende favorire il rilancio dell’allevamento «biologico», considerato in grado di riconquistare la fiducia dei consumatori perduti. Il commissario Fischler ha fatto elaborare un pacchetto di sette interventi tecnici, che si propongono di consentire l’attuazione pratica di questa strategia dell’istituzione comunitaria. Riguardano il sostegno all’allevamento biologico, la riduzione degli allevamenti estensivi, la riduzione della densità dei capi incentivati, l’introduzione di uno speciale schema d’acquisto della carne in eccedenza, un sistema di premi per risarcire gli allevatori individualmente e in modo da ridurre le vacche nutrici, l’allargamento del tetto dell’intervento pubblico. «Il nostro piano aumenterà la sostenibilità ambientale e sociale della produzione di carne bovina - ha dichiarato Fischler -. E limiterà la produzione potenziale in futuro. Evitare le montagne di carne che si avvicinano all’orizzonte dell’Europa è nell’interesse dei consumatori, dei contribuenti e degli allevatori». Le sette misure verranno ora valutate dal Consiglio dei ministri dell’Agricoltura il 26 febbraio. Dal pacchetto di Fischler emerge la decisa svolta a favore dell’allevamento biologico e a scapito di quello intensivo, che sembra destinata a essere estesa a tutto il settore agroalimentare. «L’unica soluzione è un’immediata azione per ridurre la produzione di carne rilanciando la produzione meno intensiva e organica», ha detto Fischler. A questo scopo, vengono esentati dall’obbligo di mettere a riposo una parte dei campi gli agricoltori in grado di produrre legumi e altri mangimi naturali, necessari nella produzione biologica.

Ivo Caizzi

14 febbraio 2001


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