|
Mucca
pazza, accordo Stato-Regioni
Byrne:
ritardi dei Paesi membri. Veronesi: «Grazie a noi c’è stata
un’accelerazione»
ROMA
- Mucca pazza costa allo Stato altri 300 miliardi che verranno
ripartiti tra alcuni dei protagonisti della filiera bovina, in crisi
nera. Il governo in questi giorni vedrà da quale piega del bilancio
tirarli fuori fermo restando che le Regioni dovranno giocare la loro
parte. Gli impegni presi ieri alla conferenza Stato-Regioni prevedono
100 miliardi per il settore dello stoccaggio, altri 150 per lo
smaltimento degli animali morti in stalla per cause naturali, 40 per
la distruzione delle parti a rischio che non possono andare al consumo
alimentare. Agli organi da incenerire è probabile che presto si
aggiunga la colonna vertebrale degli animali sopra i 12 mesi. Sul
bando è nettamente orientata l’Ue che tuttavia lascerà decidere i
singoli Paesi in base alla valutazione del rischio.
-
- AIUTI - Le Regioni, secondo il presidente della Lombardia Roberto
Formigoni, hanno ottenuto un doppio risultato. Aiuti alle aziende in
crisi e avvio di un tavolo-regia dove le Regioni possano decidere
sugli stanziamenti. Già oggi la prima riunione. La «cabina di regia»
è formata dai ministeri interessati dall’emergenza Bse e coordinata
dal commissario straordinario per mucca pazza, Guido Alborghetti. La
prossima settimana, tra martedì e mercoledì, sarà convocato un
Consiglio dei ministri straordinario per dare il via ai nuovi
provvedimenti. Il presidente del Consiglio Giuliano Amato ha proposto
«l’assunzione di una comune responsabilità» tra Stato e Regioni.
«Nel corso dell’incontro di ieri - ha detto Formigoni - si è
parlato di tre voci consistenti. Una di cento miliardi per aiutare gli
allevatori a mandare allo stoccaggio le carni delle loro bestie pronte
al macello. Si tratta di integrare le 4.500 lire al chilo previste
dall’Ue con una quota nazionale di 1.500 lire». Un secondo
intervento riguarda lo smaltimento degli animali morti in stalla.
-
- FIORENTINA - La volontà di bandire la carne con l’osso è
stata confermata ieri da David Byrne, presidente della Commissione per
la salute e la protezione dei consumatori: «Questo comporterà la
fine di tagli molto popolari come la fiorentina e la t bone steak».
L’orientamento è di richiedere ai Paesi la rimozione della colonna
quando non si può dimostrare che gli animali non sono a rischio di
incubazione della Bse. Una formula sibillina che lascia discrezionalità
ai governi e confida nel loro senso di responsabilità. L’Europa non
è tutta uguale. A Spagna, Germania o Francia, dove i casi di mucca
pazza sono decine, si contrappongono l’Italia che deve ancora
mettere a nudo la sua realtà e Stati come Austria, Svezia o Finlandia
dove l’encefalopatia spongiforme non ha colpito nessun bovino. Da
noi la fiorentina classica, quella chianina, viene sezionata da manzi
tra 16 e 20 mesi. Sparirebbe così l’intera produzione.
-
- GRASSI - Giorni contati anche per i grassi estratti dai bovini,
che vanno a finire molto spesso nei mangimi per animali. Ce ne sono di
due tipi, quelli «discreti», innocui, ricavati dal grasso della
carne eliminata al macello. E quelli ottenuti dalla spremitura delle
ossa. Il Comitato scientifico europeo ritiene che si tratti di
sostanza a rischio di prione. Si sta valutando, secondo Byrne,
l’ipotesi di una messa al bando totale. Destino incerto anche per la
carne strappata meccanicamente dalle ossa, che porta così gangli e
terminazioni nervose, terminali dell’infezione.
-
- VERONESI - «Da quando sono ministro, semmai, abbiamo dato
un’accelerata sul problema Bse», ha r eplicato il ministro
della Sanità Umberto Veronesi, durante una trasmissione televisiva,
alle nuove accuse di Byrne sul ritardo di alcuni Stati nei controlli
anti Mucca pazza. «Noi siamo stati i primi a proporre i test rapidi
su tutti gli animali sopra i 24 mesi. La carne è più sicura oggi di
10 anni fa, forse allora avevamo problemi che non sapevamo. Per
fortuna non è successo niente di grave».
-
- PROTESTA - Gli allevatori non demordono. Continua il presidio
della Coldiretti davanti al Parlamento. Ancora ieri mattina centinaia
di agricoltori lombardi manifestavano sotto Montecitorio.
-
- SPESA - Più cara la spesa degli italiani. Ogni famiglia spende
in media dalle 50 mila alle 60 mila in più al mese per non far
mancare sulla tavola carni bianche o alternative, dice la
Federconsumatori. Lievitano i prezzi delle carni ritenute sicure. Più
23,6% rispetto allo scorso novembre il pollo, che dopo la crisi legata
alla diossina si prende la rivincita.
- mdebac@rcs.it
-
- Margherita De Bac
-
- 02 febbraio 2001
L’EMERGENZA
Gli
esperti: anche gli Usa rischiano
- Finora è andata bene ma il morbo della Mucca pazza è
destinato a colpire anche gli Stati Uniti. «Non passerà molto
tempo prima di scoprire un caso anche da noi», prevede il biologo
molecolare Tom Pringle, consulente per alcuni laboratori
dell’Oregon. E accusa le autorità federali di non aver rafforzato
la sorveglianza, limitandosi a «mezze misure». In Usa ogni anno si
abbattono 37 milioni di capi per macellarli «e i controlli
riguardano appena 1000 animali, troppo poco», afferma il
neuropatologo della Case Western Reserve University di Cleveland,
Pierluigi Gambetti, la massima autorità americana sulla variante di
Creutzfeldt Jacob, la forma umana della Bse.
-
- 05 febbraio 2001
-
|