DOSSIER - "LATTE FRESCO"


E' boom per i consumi familiari di latte fresco
Nel mese dell'entrata in vigore delle nuove norme che obbligano ad indicare nelle confezioni il luogo di provenienza o mungitura si registra un aumento record del 4,9 per cento nei consumi di latte fresco. 
E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti (www.coldiretti.it) sui cambiamenti nella busta spesa degli italiani, dopo l'andamento sul commercio al dettaglio a giugno divulgato dall'Istat, sulla base dei dati Ismea - Ac Nielsen relativi agli acquisti alimentari delle famiglie in quantità nei primi sei mesi del 2005. 
Il buon andamento della domanda di latte fresco dopo l'entrata in vigore il 7 giugno del decreto interministeriale - precisa la Coldiretti - dimostra che si tratta di una esperienza da estendere senza attendere emergenze economiche e sanitarie, come nel caso della mucca pazza e dell'influenza dei polli, perché serve più informazione per rispondere alla domanda di conoscenza dei cittadini sulle caratteristiche, genuinità e origine degli alimenti in vendita. 
Complessivamente nei primi sei mesi dell'anno gli acquisti domestici di prodotti alimentari sono cresciuti in quantità dell'1,8 per cento e - spiega la Coldiretti - a registrare un andamento positivo nel primo semestre sono stati oltre al latte anche i suoi derivati come yogurt (+ 2,1 per cento) e formaggi (+3 per cento) mentre con valori positivi - rileva la Coldiretti - sono anche carni e salumi (+ 0,4 per cento), i derivati dai cereali (+0,9 per cento), prodotti ittici (+ 2 per cento), le bevande analcoliche (+ 5,5 per cento) ed anche la frutta fresca con un aumento dell' 1,9%.

31 agosto 2005


CONSUMI. 
Latte fresco torna in tavola, boom (+8,2%) dopo obbligo etichetta

13/09/2005


"Dopo anni di abbandono il latte fresco torna sulle tavole degli italiani e fa registrare il piu' elevato tasso di crescita tra i prodotti alimentari con un boom dell'8,2 per cento negli acquisti familiari nel mese successivo all'obbligo di indicare sulle confezioni il luogo di provenienza o mungitura, per impedire di spacciare come italiano prodotto importato". E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea- Ac Nielsen che registrano una significativa inversione di tendenza nei mesi di giugno (+ 4,9 per cento) e luglio (+ 8,2 per cento) successivi all'entrata in vigore del decreto interministeriale del 7 giugno 2005 sulle nuove norme di etichettatura. Si tratta di un risultato eclatante dopo che il consumo di latte fresco delle famiglie italiane si era progressivamente ridotto raggiungendo nel 2004 il livello più basso con un crollo di ben il 14% rispetto al 2000. 

Per gli acquisti domestici di latte fresco nel 2004 gli italiani hanno speso oltre 1,62 miliardi di euro per una quantità di 1,3 milioni di tonnellate. Grazie alle performance positive di giugno e luglio complessivamente nei primi sette mesi del 2005 - sottolineano i coltivatori - si è verificato un aumento del 3,4 per cento in valore e del 3,5 per cento in quantità nonostante i consumi alimentari siano rimasti pressoché stazionari con un aumento dell'1,7 per cento in quantità e un calo dello 0,2 per cento nel valore della spesa. Il buon andamento della domanda di latte fresco dimostra che si tratta di una esperienza da estendere a tutti gli alimenti senza attendere emergenze economiche e sanitarie, come nel caso della mucca pazza e dell'influenza dei polli, perché serve più informazione per rispondere alla domanda di conoscenza dei cittadini sulle caratteristiche, genuinità e origine degli alimenti in vendita. Una richiesta che è alla base della partecipazione dell' associazione di categoria allo sciopero della spesa per raccogliere le giuste sollecitazioni le associazioni dei consumatori e rispondere alla domanda di trasparenza nella formazione dei prezzi, sull'origine e sulle caratteristiche degli alimenti. 


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